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25.05.2017 | Parcheggi.it

BASTA UNA STRETTA DI MANO?

Immaginate una situazione di questo tipo. L'automobilista A arriva a destinazione e, invece di cercare parcheggio, lascia la macchina all'utente B. Quest'ultimo la usa per il suo viaggio, e una volta arrivato la consegna all'utente C, il quale poi la lascerà all'utente D, e così via. Una sorta di catena di Sant'Antonio dell'auto, il tutto per evitare di parcheggiarla.

Ovviamente questo scenario è inattuabile con le auto private. Ma con le vetture del car sharing può avere una sua valenza ed una sua praticità, a patto che non passi il messaggio sbagliato che la mobilità tout court possa bypassare la gestione della sosta, tassello irrinunciabile nell'organizzazione di una città.

Entrando nel dettaglio, stiamo parlando della nuova modalità "Handshake" di DriveNow, servizio di car sharing di BMW e Sixt presente in diversi paesi europei e in Italia nella sola città di Milano. Un video su Youtube spiega questa novità: "Inserisci la tua destinazione nell'app, abilita la funzione Handshake e offri il tuo veicolo a tutti quelli che ne cercano uno vicino alla tua destinazione. Il cliente successivo può prenotare la tua auto mentre tu ti dirigi verso la destinazione. Lo schermo nell'auto ti avvisa se la tua vettura viene prenotata. Quando arrivi a destinazione, devi solo consegnare l'auto al prossimo cliente, che deve confermare tramite l'app".

Non sappiamo quanto successo avrà, ma l'aspetto innovativo del servizio è fuor di dubbio. Tuttavia, data la reticenza di gran parte della gente italica ad utilizzare funzioni avanzate e meno "easy" delle normali procedure, pensiamo che modalità di questo tipo possano fare fatica ad imporsi. Dopotutto, il servizio DriveNow a Milano permette anche di parcheggiare le loro vetture nelle strisce blu e in quelle gialle (ovvero gli stalli per residenti nell'area C).

Se il problema vero della mobilità è il tempo che gli automobilisti dedicano alla ricerca del parcheggio (e lo è!), la soluzione sta nella gestione efficiente ed integrata degli spazi di sosta. Riportiamo un esempio. Kodransky ed Hermann (2011, ITDP) stimano che fino al 50% della congestione è causata dal girare a vuoto degli automobilisti alla ricerca di un parcheggio. A Vienna, prima dell'attuazione di un piano integrato di gestione della sosta tariffata, il tempo medio per la ricerca del parcheggio era di 9 minuti. Dopo l'attuazione del piano, il tempo si è ridotto a 3 minuti.

Con questo non vogliamo dire che il car sharing, così come il trasporto pubblico, siano servizi di secondo piano. Anzi. Ogni servizio concorre alla riduzione del traffico e alla migliore qualità della vita dei cittadini, ma non dobbiamo mai dimenticare l'importanza dell'auto privata e della conseguente gestione degli spazi di sosta. Potessimo ogni volta prestare la nostra auto a chicchessia con una stretta di mano, allora sì, non avremmo bisogno dei parcheggi.