home / archivio news

18.06.2018 | Parcheggi.it

UN COSTO FANTASMA CHE… ZAVORRA IL PORTAFOGLIO

Possedere un’auto è indubbiamente una bella comodità: che però, come tale, ha il suo prezzo. Non ci riferiamo al solo acquisto della vettura, naturalmente, ma anche a tutte le spese correlate, dal bollo annuale, all’assicurazione, alla benzina, all’inevitabile manutenzione. Carta e penna o meglio, foglio Excel alla mano, gli automobilisti più attenti tengono in considerazione tutte queste variabili, ma, stando perlomeno a un’indagine condotta negli USA, in Germania e nel Regno Unito, rischiano di sottovalutare quanto pesi la voce “parcheggio”: e, soprattutto, quanto subdolamente lo faccia!

 

L’indagine è stata sviluppata da Inrix, società leader di settore nell’ambito dei servizi di connessione e analisi dei trasporti: lo studio, centrato sul costo della guida, ha calcolato i costi di proprietà dei veicoli in 30 grandi città situate in questi Paesi. Il parcheggio ne è emerso come il principale fattore, sia pure indiretto.

 

Possibile? Certamente, e a dirlo sono i numeri! Vagare nel traffico per minuti infiniti alla ricerca del posto auto, negli USA, ha comportato per esempio, nel 2017, un onere economico di 3.037 dollari per pilota. Non è poco: in senso assoluto e anche in senso relativo, se si tiene conto del fatto che il costo totale annuo di guida è pari a 10.288 dollari. La voce complessiva include spese di gestione e manutenzione, carburante, assicurazione, parcheggi e pedaggi, e ancora spese indirette o nascoste quali sprechi di tempo nel traffico, multe per parcheggio e pagamenti in eccesso…Dal che si evince che i costi legati ai parcheggi rappresentano quasi la metà (45%) del costo totale che comporta avere un’auto negli Stati Uniti.

 

Può essere interessante rilevare che, a livello nazionale, il costo medio annuo affrontato dagli automobilisti yankee è ben superiore rispetto alle spese che devono sostenere i “colleghi” tedeschi e del Regno Unito, e non è difficile immaginare il perché. Le distanze negli States sono siderali e lo stile di vita non propriamente dinamico, specie nella provincia profonda: motivo per cui sono 13.467 (pari a 21.673 km) le miglia guidate ogni anno negli USA, 8.709 (pari a 14.015 km) quelle guidate ogni anno in Germania, dove i costi complessivi annui legati al parcheggio si attestano quasi a 5 miliardi di euro (e la città più cara è Monaco).

Nel Regno Unito, infine, il parcheggio pesa complessivamente quasi 8 miliardi di sterline l’anno sulle tasche degli automobilisti, penalizzati in modo particolare se vivono a Londra.

 

Tornando agli States ed entrando nel dettaglio della situazione vediamo - senza troppo stupirci, a dire il vero -  che la città più proibitiva per gli automobilisti, sulle 30 studiate, è New York. Nella Grande Mela, congestionatissimo e frenetico “ombelico del mondo”, il costo complessivo della guida è addirittura quasi il doppio della media nazionale. Ogni anno, dalle tasche degli automobilisti newyorkesi, “evaporano” oltre 18.000 dollari: avete già indovinato il perché? Per colpa soprattutto del parcheggio! I newyorkesi, infatti, parcheggiano più spesso degli altri (10 volte a settimana), pagano più frequentemente il posto auto e…lo pagano a carissimo prezzo, considerando che il prezzo medio di un parcheggio in struttura è di 28 dollari per due ore! La città che Oltreoceano è più conveniente per chi guida è invece Detroit, e nuovamente ciò è dovuto al fatto che qui vigono miti tariffe, sia per i parcheggi su strada, sia per quelli in struttura.

Passati in rassegna questi interessanti dati, il punto è capire che cosa fare per abbattere questi costi: e Inrix evidenzia come consapevolezza e tecnologia siano il binomio-chiave per fare fronte al problema. Più specificamente, un grande aiuto ci può venire dai sempre più fondamentali “big data”, sui quali basarsi per creare servizi di connessione intelligente in grado di ridurre l'impatto economico della congestione causata dal traffico e dai problemi di parcheggio. L’obiettivo nello sviluppo di queste tecnologie, in particolare, è di considerare il parcheggio come un “ecosistema” al fine di ottimizzare la gestione di tempo, spazio e denaro, decongestionando le città: ed è da questa visione d’insieme che devono prendere le mosse le soluzioni di un futuro molto vicino.