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17.05.2004 | Parcheggi.it

PARCHEGGI RISERVATI AI DISABILI

Nonostante l’anno passato fosse stato proclamato “Anno Europeo delle Persone Disabili” ancora poca è la sensibilità di tanti automobilisti che in modo del tutto irresponsabile occupano o intralciano aree di sosta o spazi di transito predisposti, a norma di legge, ai disabili.

Non è certo di conforto apprendere che anche nella vicina Svizzera, più precisamente nel Canton Ticino, certe cattive abitudini sono diffuse e perdipiù con una tendenza all’aumento. Quanto viene riportato da un articolo su www.ticinonline.ch porta a meditare su una proposta per adottare provvedimenti più efficaci per chi è recidivo nelle infrazioni: oltre alla multa anche l'obbligo di svolgere alcuni giorni di attività sociale a diretto contatto con persone portatrici di handicap.
Ecco lo sfogo di Moreno Colombo deputato PLRT in Gran Consiglio:
"Non se ne può più. Con altri volontari nel 2003 ho fatto un blitz nel parcheggio di un centro commerciale e sapete cosa succedeva? Che i parcheggi riservati agli handicappati erano tutti occupati da automobili di gente senza nessun handicap. E addirittura, quando una macchina lasciava il posto, c'era chi si fermava e aspettava che il parcheggio si liberasse per occuparlo immediatamente dopo. A questo punto è chiaro che la multa non basta più. Le competenze in materia sono federali, ho dunque chiesto al Consiglio di Stato di inoltrare una richiesta a Berna: i recidivi dovranno pagare svolgendo qualche giorno di lavoro socialmente utile con degli handicappati. E' chiaro però che la proposta ha poche chances di successo politico ed è più che altro una provocazione".
Tuona, si arrabbia, il presidente della FTIA e deputato PLRT in Gran Consiglio Moreno Colombo, quando si parla dei parcheggi per gli handicappati. Il problema gli sta a cuore al punto da aver cercato a più riprese di sollevare un dibattito politico: nel 2002 con una mozione con la quale chiedeva al Governo come intendeva procedere per una maggiore sensibilizzazione sull'utilizzo dei posteggi per gli invalidi ed il 17 marzo scorso con un'interrogazione parlamentare nella quale chiedeva, appunto, al Governo se fosse o meno possibile chiedere alle istanze federali la possibilità di introdurre - per i recidivi - oltre alla multa di 120 franchi - anche l'obbligo di svolgere alcuni giorni di attività sociale a diretto contatto con persone portatrici di handicap.

Il Governo si è subito dimostrato sensibile a quanto chiesto da Moreno Colombo. "La mancanza di rispetto senza scrupoli verso il disabile - si leggeva per esempio nella risposta del Consiglio di Stato alla mozione del febbraio 2002 - è una questione che tocca la dignità della persona umana e rientra nell'ambito più generale di educazione alla vita, del rispetto del prossimo, della solidarietà verso i più deboli e nei confronti di chi è costretto ad affrontare la vita quotidiana con difficoltà e sforzi maggiori. L'importanza del rispetto dei posteggi riservati ai disabili va a nostro avviso affrontata in momenti di riflessione e sensibilizzazione che esulano dal contesto stradale. In questo senso più ampio siamo certamente concordi che nelle scuole debba essere favorita e sostenuta la sensibilizzazione sulle difficoltà e i problemi che incontra ogni giorno il portatore di handicap".

Difficile però che il Governo Elvetico accetti la proposta dei giorni lavorativi con i disabili per chi è recidivo nelle infrazioni. Infatti il Governo aggiungeva: "La sensibilità verso la difesa di questa categoria di utenti della strada si è concretizzata con l'introduzione nell'ordinamento disciplinare di una multa di fr. 120.- atta a rafforzare la dissuasione verso questo genere d'infrazione. Facciamo rilevare che l'importo di fr. 120.- corrisponde alla multa più elevata nell'ambito dello stazionamento abusivo e che la multa ordinaria precedentemente applicata era di fr. 30.-. Non riteniamo pertanto di postulare nuovi interventi nel contesto repressivo che consideriamo sufficientemente adeguato".

Tant'è. Il problema è reale. E forse - aspettando la seconda risposta del Governo - già a parlarne qualcuno si ricorda che ...nei parcheggi riservati ai disabili è meglio non parcheggiare!

Contro questo malcostume incivile sono necessari controlli più frequenti e provvedimenti severi come quelli adottati dalla Polizia Municipale di Modena che precisa quanto segue.
Sono già 884 le sanzioni elevate dagli operatori della Polizia Municipale nei primi quattro mesi del 2004 ad automobilisti indisciplinati che, in barba alla segnaletica verticale e orizzontale, hanno parcheggiato la propria auto negli spazi riservati agli invalidi. Un malcostume che prosegue nel tempo nonostante l'attenzione degli agenti: solo nello scorso anno sono state elevate 3159 sanzioni per sosta vietata (3354 nel 2002), individuato 133 automobilisti che hanno contraffatto i contrassegni, 34 persone che li hanno utilizzati in modo improprio e 47 fotocopiatori o fruitori di sistemi più avanzati come lo scanner. Ogni giorno nelle ore diurne è in servizio un carro attrezzi che si muove sulle vie cittadine: su invito della centrale operativa raggiunge i luoghi dove vengono segnalate da cittadini ed agenti, automobili parcheggiate nelle aree di sosta riservate ad invalidi, davanti a passi carrai, che recano intralcio alla circolazione, in sosta abusiva nella zona a traffico limitato, sui marciapiedi o troppo vicino ad incroci, per la rimozione. Il Piano della sosta ha individuato in centro storico, nel perimetro compreso all'interno dei viali, 4093 posti auto di cui 144 riservati a disabili muniti di contrassegno.
Un numero ben superiore agli 82 posti riservati a portatori di handicap, se fosse stata applicata in maniera aritmetica la disposizione di legge del 1989 che prevede un posto auto riservato ai disabili ogni 50 posti auto o frazione di 50. I contrassegni invalidi rilasciati dal Comune di Modena che permettono di usufruire degli spazi di sosta riservati sono attualmente 1943.

Iniziative e controlli che ci auguriamo aiutino a creare una più diffusa cultura del rispetto verso cittadini come noi con gli stessi diritti alla mobilità.