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21.06.2004 | Parcheggi.it

COMO. LA SOSTA COME SCIENZA ESATTA

1.361 posti per residenti grazie ai nuovi autosilos, 1.500 dal potenziamento delle aree di sosta esistenti e 1.680 da acquisizioni del Comune di Como secondo i vecchi Piani Attuativi, sono le cifre che descrivono le prospettive potenziali di posti auto in convalle (oltre 4.500), senza contare i circa 5.400 posti per la sosta a pagamento.

E questa è solo la prima fase…
E’ pronto per passare al vaglio del consiglio comunale, infatti, il documento redatto da una task force di tecnici della municipalità, che attuerà un revamping dell’obsoleto Piano Urbano dei Parcheggi del 1994.

Le finalità:
1)studiare soluzioni attuabili nel breve periodo
2)acquisire tutti i parcheggi che spettano al Comune, ma che i privati, realizzati nuovi insediamenti edilizi, non hanno ancora ceduto
3)affrontare i problemi più urgenti senza trascurare i grandi progetti già avviati (l’autosilo sotto il lago, quello sopra le terme e quello in zona San Giovanni).

Parlare di semplici tecnici, per lo studio volto a comprendere lo stato attuale dell’effettiva domanda di parcheggi, è però, davvero limitativo…
Il lavoro, durato ben 7 mesi, è corredato dalle planimetrie di ognuna delle 243 vie oggetto di studio al ’94 e all’oggi e dal numero dei divieti di sosta.

Fino a qui sembra una normalissima indagine, ma la semplicità a volte risulta “troppo banale e ricca di insidie interpretative”!
L’innovativo metodo procedurale adottato dall’equipe è il seguente: suddivisa la convalle in 22 zone, per ognuna di esse si calcola la capacità di attrazione di traffico, dando pesi specifici al numero dei residenti, alle attività commerciali esistenti e a quelle terziarie; la sommatoria della sosta offerta, più la somma della media delle soste vietate moltiplicata per la capacità ricettiva, consente, poi, di calcolare l'effettiva domanda di parcheggio.
La differenza tra offerta e domanda, infine, permette di verificare, con questa “semplice e immediata procedura” le zone maggiormente sofferenti.

Al di là della competenza dimostrata con l’approccio scientifico impiegato, non si poteva sostituire tutto questo coacervo di medie, sommatorie, indici e pesi con una più accessibile e rapida indagine sul campo delle parti interessate al problema della sosta in convalle?!