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15.07.2013 | Parcheggi.it

PARCHEGGI E CATEGORIE DEBOLI: (TRISTI) VERITA’ E CONTRADDIZIONI…

Parcheggi e categorie “deboli” di automobilisti: un binomio che fa sempre discutere e intorno al quale, giorno dopo giorno, si alternano buone e, ahinoi con più frequenza, cattive notizie. Ci giungono ovviamente anche in questa estate di crisi, durante la quale le città stentano a svuotarsi e la lotta quotidiana per accaparrarsi un parcheggio resta all’ordine del giorno: tanto da far dimenticare a molti persino le norme base della cortesia e della buona educazione.
br> Ricordate i parcheggi rosa, quelli di cui spesso e volentieri ci siamo occupati? Per chi non lo rammentasse, si tratta di stalli destinati alle donne in dolce attesa e alle neomamme, situati nelle vicinanze di luoghi frequentati da questa categoria di persone: ambulatori medici e ospedali, per esempio. Anche la città di Roma, sotto l’amministrazione Veltroni, aveva accolto la lodevole iniziativa e in tutta la Capitale avevano incominciato a fare capolino parcheggi rosa segnalati da un cartello in cui è raffigurata una bella cicogna rosa che porta il suo fagottino.

Il problema è che oggi quei parcheggi paiono diventati “invisibili” agli occhi degli automobilisti, che ignorano sistematicamente le strisce rosa e i cartelli situati nelle vicinanze di zone come quella dell’ospedale Fatebenefratelli, all’Isola Tiberina, l’ingresso del reparto maternità al San Giovanni, il Policlinico Umberto I e, ancora, laboratori e presidi Asl, dove le mamme si recano abitualmente per sottoporsi a visite o ecografie.

I parcheggi rosa sono dunque sistematicamente occupati da auto che nulla hanno a che fare con lieti eventi, pappette e biberon; e, se è vero che l’iniziativa era stata lanciata confidando nel senso civico dei cittadini, che di fatto non infrangono alcuna legge occupandoli, è altrettanto vero che è molto triste assistere a queste scene di ordinaria maleducazione.

A poche ore di distanza dalla divulgazione di questa notizia, che lascia parecchio amaro in bocca, apprendiamo dalla stampa locale che la giunta comunale di Imperia, su proposta del sindaco Carlo Capacci, ha deciso di rendere gratuiti i parcheggi a pagamento per i portatori di handicap con il reddito più basso.

In sostanza i disabili di Imperia appartenenti alla Fascia 1 Isee, ovvero con un reddito annuo fino ai 6500 euro, potranno posteggiare nelle strisce blu senza dover versare monete nel parcometro; le loro auto saranno riconoscibili grazie a un bollino adesivo da applicare sul cruscotto della loro auto o di quella di un componente del loro nucleo familiare.

L’iniziativa è stata accolta come una manifestazione di grande senso civico. Il sindaco, già presidente della società “Imperia Servizi” ha ribadito la necessità di prestare attenzione alle fasce più deboli, precisando che si è voluto limitare a una categoria ristretta di utenti disabili – i meno abbienti – anche per evitare gli abusi che ormai tutti noi ben conosciamo.

Sorge tuttavia spontaneo porsi una domanda: perché restringere questa facilitazione esclusivamente alla categoria delle persone disabili? Che, se pure spesso oggetto di odiosi abusi, hanno diritto, nelle aree di parcheggio pubbliche, a uno stallo delimitato dalle note strisce arancione ogni 50 posti o frazioni di 50.

Forse anche chi può contare esclusivamente su un reddito annuo così basso, anche se in piena salute, avrebbe pari diritto di poter godere di facilitazioni analoghe; tanto più che potrebbero risultare molto utili anche al fine di spostarsi con tranquillità per affrontare colloqui di lavoro. Quando non addirittura per andarci.

Insomma, non pare proprio necessario creare, per una fascia protetta, una ulteriore discriminante per uno “sconto” che ha tutta l’aria di avere come scopo la ricerca di un ritorno positivo per l’immagine del sindaco.