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12.10.2017 | Parcheggi.it

TRAFFIC MANAGEMENT & SMART PARKING

Si fa presto a dire “smart parking”: concentrare l’attenzione su sistemi di parcheggio all’avanguardia, che consentano di gestire il problema della sosta in maniera sorprendentemente agevole, cos’ come adeguarsi a nuove tecnologie e nuovi strumenti di comunicazione è essenziale. Basti pensare che ogni auto trascorre in sosta il 95% della sua vita. Prima di guardare alle soluzioni a più alto tasso d’innovazione e a proiettarsi sul futuro, tuttavia, è necessario ripensare in toto il concetto di gestione della sosta, rifacendosi a esempi virtuosi che sono già, qui e adesso, concreta realtà.

Da questa riflessione ha preso le mosse il workshop Traffic Management & Smart Parking, che si è tenuto ieri nel corso della fiera Smart Mobility World, svoltasi a Torino.

Moderato da Piero Violante, editore di Parcheggi.it e responsabile sviluppo della piattaforma MyParking, l’incontro ha coinvolto tre esperti in rappresentanza di altrettante città italiane che si stanno distinguendo come esempio di particolare attenzione nei confronti dell’utente, o meglio del cliente.

“La famigerata customer care, così spesso evocata quando si parla di aziende e prodotti, va infatti curata nei dettagli anche quando ci si relaziona con chi compie un gesto apparentemente banale, quotidiano e necessario come quello di scegliere un parcheggio in cui lasciare la propria auto”, ha evidenziato Violante aprendo i lavori.

All’estero sono già molte le città che si stanno distinguendo in questo senso: di particolare rilievo è la preponderanza dei parcheggi in struttura rispetto a quelli su strada. Pur avendo costi più onerosi, infatti, migliorano in maniera ben più consistente la vivibilità dei centri urbani. In Italia ancora prevale la sosta su strada, che sarebbe da ridurre in modo massivo, se non addirittura da eliminare. Alcuni numeri fanno davvero riflettere: se si paragonano, per esempio, Nizza e Genova, due città dalla conformazione molto simile oltre che geograficamente vicine, scopriremo che nella città d’Oltralpe il 90% dei parcheggi disponibili è in struttura e solo il restante 10% su strada. Nel capoluogo ligure le proporzioni sono completamente invertite.

Spaventarsi di fronte ai dati è inutile: occorre ragionare lucidamente, guardare alle nostre città che stanno facendo bene, avere sempre presente la particolarissima conformazione e natura dei nostri centri urbani - spesso città d’arte o storiche, i cui centri andrebbero preservati dal congestionamento causato dai veicoli - e tenere a mente che la questione-sosta interessa un pubblico più che mai ampio e variegato: milioni e milioni di automobilisti dalle caratteristiche ed esigenze diverse.

Padova, un filo diretto con i cittadini

L’Architetto Gaetano Panetta è intervenuto in rappresentanza di APS Holding, società che gestisce i parcheggi e il trasporto pubblico a Padova. La città conta 3000 stalli su strisce blu e 5000 su parcheggi in struttura.

“Quando sono approdato in azienda, quattro anni e mezzo fa - ha ricordato iniziando il suo intervento - ho avvertito grande conflittualità con popolazione”. La società era puntualmente sui giornali a causa di polemiche che la interessavano, o questioni di multe dispensate dagli ausiliari del traffico. “Il call center al quale rivolgersi per reclami o richieste d’informazioni e chiarimenti era esternalizzato - ha proseguito - e l’azienda agiva alla cieca, con scarsi risultati!”.

Oggi, finalmente, le cose sono cambiate: è bastato istituire un semplice recapito e-mail (info@parcheggipadova.it), prendendosene carico direttamente, per risolvere in maniera diretta problemi inerenti a eventuali sanzioni, fornire informazioni su abbonamenti e tariffe, accogliere richieste di prenotazioni.

“Anche se cliente ha torto, bisogna comunque capire perché è spinto a scriverci”, ha chiarito Panetta, lasciando intendere chiaramente quanto sia importante essere un po’ psicologi nel relazionarsi con il cliente; così psicologi da “gettare la spugna” e dargli ragione, o concedere rimborsi anche minimi (è capitato di effettuare un bonifico di 50 centesimi!) pur di non farlo sentire abbandonato e incentivarne la fidelizzazione.

Coccolare il cliente, essere al suo fianco, significa anche prevenire ogni possibile problema; e, nel caso del parcheggio, assicurargli tutte le opportunità possibili per pagare, dalla moneta alla carta di credito, dall’sms all’app.

La filosofia messa in pratica da APS Padova ha pagato. L’amara rassegna stampa fitta di articoli polemici è un brutto ricordo; tutti i reclami vengono evasi; i cittadini non sfogano più la propria rabbia sui parcometri, prima oggetto di vandalismi.

“Lavoriamo per la città, non contro i cittadini, ha ribadito Panetta. Il concetto sembra scontato agli addetti ai lavori, ma certo non lo è per gli automobilisti. Ecco un altro esempio di scelta orientata verso il cittadino, anche se a tutta prima di non semplice comprensione.

Di recente il parcheggio della centrale piazza Insurrezione, sempre congestionato nonostante il costo orario, è stato ripensato, a costo di diminuire i posti auto disponibili per decongestionarlo e ampliare gli spazi destinati alle auto, oggi sempre più voluminose. “Nonostante la diminuzione dei posti auto, l’indice di rotazione si è attestato sull’85% nel giro di un mese dopo la ristrutturazione, e gli introiti sono aumentati del 9% - ha spiegato l’architetto - La tariffa è sempre uguale, e oggi la rotazione è del 92%. Si parcheggia meglio e si va via prima; non c’è più timore dell’auto strisciata”.

Il percorso virtuoso non si ferma qui. A Padova si stanno rinnovando anche i parcometri, e sono previsti investimenti sulle colonnine elettriche. La percezione del pubblico sta cambiando, e oggi APS viene identificata come unica società dedita alla costruzione e alla gestione del parcheggio a Padova.

Genova: il caso dell’ospedale San Martino, quando la flessibilità paga

Non a tutti è noto, ma l’ospedale San Martino di Genova è il nosocomio più grande d’Europa, sede di ricerca e della facoltà di Medicina. Costruito a partire dal 1910, è una vera e propria cittadella composta di 52 edifici, 40 padiglioni e 12 strutture dedicate ad attività di supporto. Il luogo in cui sorge l’ospedale era nei primi del Novecento periferia: oggi è a due passi dal pieno centro.

Da tempo è in stallo un progetto che prevede la costruzione di un parcheggio di fronte all’ospedale; qui, però, da anni non si vedono che gli scavi. Nel 2009, tuttavia, in attesa che la situazione si sblocchi, è stata indetta una gara finalizzata a cercare soluzioni al problema sfruttando gli spazi interni al nosocomio. “Ad aggiudicarsi la gara è stato il progetto Multihospital curato dalla società SCT (Sistemi di Controllo del Traffico)”, ha spiegato l’Architetto Alessandro Orazzini. Direttore U.O. Attività Tecniche dell’azienda ospedaliera. “La società ha presentato un piano che prevede stalli diffusi, controllabili secondo speciali tecnologie”. I plus garantiti consistono nella sicurezza della viabilità tramite videosorveglianza, l’assistenza e il presidio degli spazi tramite personale deputato, l’accessibilità differenziata ai posti auto e l’apertura di nuove porte d’ingresso; e, ancora, l’identificazione con pass delle varie tipologie di utenti e la possibilità di accedere per mezz’ora all’interno dell’ospedale, misura pensata, per esempio, per chi accompagna in ospedale un parente o va a prenderlo dopo le dimissioni. “I flussi di auto sono gestiti da un apposito software. - ha spiegato Orazzini - I posti auto totali sono 1722; 1288 quelli riservati, 14 quelli autorizzati, 92 quelli destinati ai disabili e 328 quelli a pagamento”. Sono stati introdotti anche parcheggi rosa, destinati alle donne in gravidanza e alle neomamme, situati, come quelli per i diversamente abili, in posizioni particolarmente agevoli. Oggi a San Martino si contano 300.000 accessi mensili; le piste di accesso sono 7 in entrata e 9 in uscita; 20, infine, sono le telecamere di sorveglianza dislocate in tutta l’area coinvolta.

La flessibilità del progetto proposto dalla SCT, insomma, ha pagato; e le tariffe sono decisamente contenute. “La prima ora di parcheggio costa 1 euro; la tariffa giornaliera è di 4 euro e 50”, ha precisato Orazzini. Si tratta - è evidente - di costi decisamente competitivi rispetto a quelli proposti dai parcheggi esterni all’ospedale, dove le tariffe si aggirano fra i 2 euro per la prima ora e i 20 per tutta la giornata.

Brescia, la leonessa d’Italia fa scuola…di mobilità

Quella di Brescia si può definire una case history particolarmente virtuosa in fatto di gestione intelligente di sosta e mobilità. “Dagli anni Novanta, infatti, in questa città, che conta 200.000 abitanti scarsi, si è lavorato per creare un efficiente sistema di mobilità integrata”, ha spiegato l’Ingegner Graziano Marinoni di Brescia Mobilità. “Purtroppo i cittadini vedono la sosta a pagamento come una sorta di estorsione legalizzata - ha proseguito - Ecco perché abbiamo hanno pensato a come rendere gentile e fruibile questo servizio, rifacendoci a esperienze estere, in particolare alla Francia.

I punti chiave di questo approccio? Elevati standard d’illuminazione nei parcheggi in struttura; posti auto di una certa dimensione; posizionamento strategico posteggi rosa e handicappati; elevato numero di telecamere di sorveglianza; abbondanza di punti SOS a chiamata citofonica collegata a una centrale operativa 24 ore su 24; cura e fruibilità della segnaletica; aggiornamento costante delle apparecchiature tecnologiche deputate al pagamento della sosta.

Si è inoltre investito in maniera cospicua sul personale, e si opera con un reparto tecnico proprio, non appaltato. Gestiamo in toto la mobilità, fatto che semplifica notevolmente le cose. “Brescia Mobilità, unico interlocutore del Comune, gestisce infatti anche le ztl, i semafori e i mezzi pubblici”, ha fatto presente Marinoni.

La buona gestione della mobilità si riflette anche nelle politiche tariffarie. I parcheggi centrali sono ovviamente più cari: ma ai cittadini è data facoltà di raggiungere il cuore della città in modo alternativo, per esempio con i mezzi pubblici o il bike sharing. Un ulteriore strumento prezioso perché i cittadini possano spostarsi agevolmente e nelle modalità che più aggradano loro è la Omnibus Card: una unica carta che consente di accedere ai mezzi pubblici, al car e bike sharing (che conta 20000 adesioni), al pagamento dei parcometri, anche online, tramite un comodo sistema di pagamento che si appoggia a PayPal (ricordiamo che a Brescia vi sono 5000 posti auto su strada e 450 parcometri).

Il successo di questo modello fa sì che Brescia Mobilità abbia in programma di espanderlo anche fuori città. “Entro la fine dell’anno, poi, sarà possibile effettuare tramite Telepass il pagamento presso i due parcheggi principali della città”, ha preannunciato Marinoni.

Naturalmente non si è tralasciato di lanciare un’app per smartphone (Bsmove) che consente di conoscere in tempo reale il numero di posti auto disponibili presso i parcheggi (presto il servizio sarà esteso alla sosta su strada), così come le bici disponibili per il servizio di bike sharing; è inoltre possibile pagare tramite cellulare, con una maggiorazione di soli 10 centesimi, il biglietto di mezzi pubblici, senza necessità di registrazione al servizio. La somma destinata al biglietto è infatti scalata dal credito telefonico.

Quanto infine alla customer care, emersa come fattore indispensabile per una corretta gestione del parcheggio, è operativo un call center telefonico e addirittura un servizio di assistenza che opera via Whatsapp, fornendo risposte agli utenti entro due minuti dal momento della ricezione di un messaggio. Fra i ragazzi giovani che sfruttano questa opportunità e gli assistenti si verificano così dei fulminei “botta e risposta” molto graditi dall’utenza. Ultimo ma non meno importante tassello di questo quadro è l’efficiente metropolitana automatica, che è stata oggetto di un test di customer satisfaction raccogliendo voti molto alti (fra l’8,7 e il 9,5), che hanno premiato pulizia, regolarità del servizio e accessibilità dei mezzi.

Certo, avere in mano una realtà così composita implica notevoli sforzi, organizzativi ed economici: ma i risultati premiano, e i feedback degli utenti permettono di rimodulare costantemente i servizi rispondendo in modo sempre più puntuale alle loro necessità.