Auto ancora centrale, ma la sosta diventa digitale, elettrica e integrata
L’Italia della mobilità, all’inizio del 2026, non è un Paese che sta abbandonando l’auto privata. È piuttosto un Paese che sta cercando di ridefinirne il ruolo all’interno di un ecosistema più ampio, fatto di ricarica, sosta digitale, piattaforme integrate e primi progetti concreti di Mobility as a Service.
Il dato di fondo resta chiaro: l’automobile continua a essere il mezzo dominante negli spostamenti quotidiani. Ma attorno a questa centralità si stanno muovendo due trasformazioni che riguardano direttamente il settore parcheggi. La prima è la crescita della mobilità elettrica, che modifica la funzione stessa delle aree di sosta; la seconda è la digitalizzazione dei servizi, che spinge il parcheggio a diventare sempre più un nodo della mobilità urbana e non solo un’infrastruttura accessoria.
L’auto resta dominante, ma il sistema si muove
Il 22° Rapporto sulla mobilità degli italiani di Isfort conferma che, nel primo semestre del 2025, l’auto continua a rappresentare il 60,8% degli spostamenti, mentre il trasporto pubblico si ferma all’8,9%. Lo stesso rapporto segnala però una lieve ripresa del trasporto collettivo e una crescita del peso della bicicletta e della micromobilità, in un quadro che resta comunque fortemente auto-centrico.
Questo significa che il tema non è la scomparsa dell’auto, ma la sua progressiva trasformazione. Ed è proprio qui che il settore parcheggi è chiamato a svolgere una funzione nuova: non più solo contenitore di veicoli, ma infrastruttura di connessione tra mobilità privata, intermodalità e servizi.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Spostamenti in auto | 60,8% |
| Spostamenti con trasporto pubblico | 8,9% |
| Quota di mercato BEV a gennaio 2026 | 6,55% |
| Punti di ricarica a uso pubblico | 70.272 |
Fonti: Isfort, Motus-E, Dipartimento per la Trasformazione Digitale
Elettrico, il parcheggio cambia funzione
Sul fronte elettrico, l’avvio del 2026 ha dato segnali positivi. Secondo Motus-E, a gennaio le immatricolazioni di auto full electric in Italia sono state 9.321, in crescita del 39,31% rispetto allo stesso mese del 2025. La quota di mercato ha raggiunto il 6,55%, mentre il parco circolante BEV è arrivato a 373.683 unità. I punti di ricarica pubblici o a uso pubblico installati in Italia sono 70.272.
Sono numeri ancora inferiori a quelli dei mercati europei più avanzati, ma ormai abbastanza consistenti da incidere sul modo in cui vengono progettati e gestiti i parcheggi. Sempre più spesso, infatti, le aree di sosta diventano anche luoghi di ricarica, permanenza programmata e interscambio. Il passaggio chiave è questo: il parcheggio non è più soltanto uno spazio dove lasciare l’auto, ma un’infrastruttura che intercetta anche il tema dell’energia.
E proprio per questo il dibattito del 2026 si sposta sempre di più sulla qualità dell’integrazione tra sosta, ricarica e servizi connessi, più che sulla sola crescita numerica delle colonnine.
La vera svolta è la digitalizzazione della sosta
Se l’elettrico modifica la struttura fisica delle aree di sosta, la digitalizzazione ne cambia l’esperienza d’uso.
EasyPark ha comunicato nel novembre 2025 di essere attiva in 1.000 comuni italiani, con una copertura vicina al 90% delle aree di sosta a pagamento. La piattaforma è presente anche in oltre 100 parcheggi a barriera, inclusi aeroporti e stazioni. Per gli utenti significa meno dipendenza dal parcometro, possibilità di prolungare o interrompere la sosta da smartphone e un uso più semplice del servizio. Per gestori e amministrazioni, invece, significa più dati, maggiore tracciabilità, nuove possibilità di flessibilità tariffaria e un’integrazione più naturale con altri sistemi di mobilità.
Accanto alle app per il pagamento della sosta su strada, sta crescendo anche il ruolo delle piattaforme di prenotazione online dei parcheggi in struttura, soprattutto nelle autorimesse private, negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni e nei centri urbani ad alta domanda. In questo ambito, servizi come MyParking contribuiscono a rendere il parcheggio un servizio sempre più programmabile, confrontabile e acquistabile in anticipo, avvicinando la sosta alle logiche già consolidate nel mondo dei viaggi e della mobilità connessa. Per l’utente il vantaggio è evidente: meno dipendenza dal parcometro, possibilità di gestire in anticipo il posto auto, confrontare tariffe e servizi accessori, ridurre i tempi di ricerca e pianificare lo spostamento in modo più efficiente. Per gestori e autorimesse, invece, la digitalizzazione apre nuove opportunità in termini di visibilità commerciale, gestione della disponibilità, ottimizzazione dell’occupazione e integrazione con altri servizi di mobilità.
La sosta digitale sta cambiando almeno cinque aspetti
- il modo in cui si paga il parcheggio;
- il rapporto tra sosta su strada e parcheggi in struttura;
- la possibilità di prenotare online un posto auto in anticipo;
- la disponibilità di dati utili per amministrazioni e operatori;
- il ruolo del parcheggio come punto di accesso a servizi più ampi di mobilità.
MaaS, il parcheggio entra nell’intermodalità
Il passaggio successivo è la Mobility as a Service. Qui il tema non è più soltanto pagare meglio la sosta, ma integrare in un unico ambiente digitale parcheggio, trasporto pubblico, sharing, taxi, infomobilità e servizi di prenotazione.
Il progetto MaaS for Italy, previsto dalla misura 1.4.6 del PNRR, dispone di 40 milioni di euro, a cui si aggiungono 16,9 milioni dal Fondo Complementare. Il programma coinvolge città pilota come Milano, Roma e Napoli, altre città sostenute dal PNC come Bari, Firenze e Torino, oltre a territori follower e due Living Lab dedicati alla mobilità connessa e automatizzata. Le attività sperimentali previste si concluderanno il 30 giugno 2026.
Per Parcheggi.it il punto più interessante è che, in questa architettura, il parcheggio non è un dettaglio. Al contrario, è una delle infrastrutture che più facilmente possono abilitare l’intermodalità quotidiana. Questo vale soprattutto:
- nei parcheggi di interscambio;
- nelle aree a ridosso delle stazioni;
- nei nodi urbani serviti da TPL e sharing;
- nei parcheggi con prenotazione e ricarica integrata.
In altre parole, il parcheggio è sempre meno il punto finale dello spostamento e sempre più una delle sue porte d’ingresso.
Cosa raccontano i dati
La lettura più utile di questo avvio di 2026 è forse questa: l’Italia non sta superando l’auto, ma sta cercando di renderla più compatibile con un sistema di mobilità più articolato.
L’auto resta dominante per ragioni strutturali: dispersione urbana, fragilità del trasporto pubblico in molte aree, abitudini consolidate. Ma cresce anche la pressione a rendere più efficiente tutto ciò che ruota attorno alla sosta. Ed è questo che sposta il settore parcheggi in una posizione nuova. Non si parla più soltanto di disponibilità di posti, ma di accesso ai servizi, ricarica elettrica, pagamento digitale, gestione dei flussi, intermodalità e uso intelligente dei dati.
Per gli operatori del settore, il messaggio è chiaro: il parcheggio non può più essere pensato come un’infrastruttura isolata. Deve dialogare con la ricarica, con i sistemi digitali di pagamento, con le piattaforme MaaS e con le strategie urbane di intermodalità.

