L’Aeroporto del Salento compie un altro passo nel rafforzamento dei propri servizi a terra. La novità è il via libera regionale a un nuovo parcheggio da 609 posti auto in contrada Baroncino, un intervento pensato per migliorare la gestione della sosta, alleggerire la pressione sulle aree più vicine al terminal e rendere più ordinati gli accessi allo scalo. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, il progetto è destinato principalmente ai dipendenti aeroportuali e ai servizi di mobilità funzionali all’infrastruttura; il risultato atteso è liberare posti negli attuali parcheggi per i passeggeri e ridurre i fenomeni di sosta irregolare.
Un nuovo parcheggio per ridisegnare la sosta aeroportuale
L’intervento si inserisce in un’area che da tempo ruota attorno al tema della sosta aeroportuale. Già nel novembre 2024 il Comune di Brindisi aveva approvato il progetto di trasformazione del parcheggio temporaneo realizzato tra contrada Baroncino e via per Scuole Pie in parcheggio definitivo, dichiarandone la pubblica utilità, l’urgenza e l’indifferibilità.
Nella nuova configurazione, il parcheggio da 609 stalli punta a fare due cose insieme. Da una parte, assorbire la sosta del personale e dei servizi collegati all’aeroporto; dall’altra, aumentare la disponibilità effettiva per chi vola. È un passaggio importante perché, negli aeroporti in crescita, la qualità dell’esperienza non si misura solo dal terminal, ma anche da ciò che succede prima dell’imbarco: accessibilità, viabilità, tempi di ingresso e possibilità di trovare parcheggio senza congestione.
Non solo stalli: verde, rotatoria e viabilità
Secondo la ricostruzione pubblicata dalla stampa locale, il progetto non riguarda soltanto la realizzazione dei posti auto. L’area interessata comprende anche un sistema di aree verdi e opere sulla viabilità di accesso, con l’obiettivo di accompagnare la crescita dello scalo con un’infrastruttura più ordinata e meglio integrata nel contesto. La Regione ha ritenuto che l’intervento, per caratteristiche localizzative e funzionali, non presenti impatti ambientali significativi tali da richiedere ulteriori procedure più gravose.
Per una testata come Parcheggi.it, il dato più interessante è proprio questo: il parcheggio non viene più considerato un semplice “spazio di servizio”, ma una componente strutturale della mobilità aeroportuale. E quando l’infrastruttura cresce, cresce anche il bisogno di governare bene la sosta.
Il confronto tra Regione e Comune
L’iter non è stato lineare. Il Comune di Brindisi aveva espresso riserve di natura urbanistica, mentre la Regione ha ritenuto superabili le criticità, qualificando l’intervento come modifica minore e richiamando il fatto che il procedimento è incardinato nella ZES, dove l’autorizzazione unica può valere anche come variante urbanistica. Nella valutazione regionale, la vicinanza strategica allo scalo, l’accessibilità dell’area e la coerenza con la trasformazione complessiva della zona rendono il progetto funzionale e di interesse collettivo.
Al di là del confronto istituzionale, il punto di merito resta chiaro: la sosta aeroportuale a Brindisi viene trattata come un fattore decisivo per accompagnare l’aumento del traffico passeggeri e il potenziamento dei servizi.
Un aeroporto che cresce anche sul fronte parcheggi
Il progetto del maxi-parcheggio si inserisce in una fase di trasformazione più ampia dello scalo brindisino, legata alla crescita attesa del traffico e al raddoppio dell’aerostazione. Un’evoluzione che richiede non solo maggiore capacità per terminal e operazioni aeroportuali, ma anche una gestione più efficiente degli accessi e della sosta.
In questo quadro, i parcheggi diventano un elemento strategico sotto almeno tre profili:
- migliorano la distribuzione dei flussi tra utenti, dipendenti e servizi;
- riducono la pressione sulle aree più prossime al terminal;
- aiutano a contrastare sosta irregolare e abusivismo.
Il nodo aperto dei collegamenti ferroviari
Se sul lato parcheggi il progetto sembra avanzare, resta aperto il tema dell’accessibilità ferroviaria. Secondo la Gazzetta del Mezzogiorno, le sigle territoriali di CGIL e FILT hanno espresso preoccupazione per l’andamento del collegamento tra stazione e aeroporto, finanziato dal PNRR, segnalando ritardi e il rischio che l’opera non venga completata in tempo.
È un aspetto da non sottovalutare: in uno scalo moderno, il parcheggio funziona meglio quando è parte di una filiera intermodale efficiente. Auto, treno, bus, noleggio e terminal devono essere pensati come un sistema unico. Per questo il nuovo parcheggio da 609 posti è una buona notizia, ma rappresenta soprattutto un tassello di una sfida più ampia.
Il segnale di fondo: la sosta torna centrale
A Brindisi, del resto, il tema parcheggi è già tornato di attualità anche sul fronte dell’offerta pubblica. Il Comune ha comunicato a febbraio 2026 la riapertura del parcheggio pubblico P8 a servizio dell’aeroporto: 300 stalli, videosorveglianza, illuminazione, assistenza da remoto e una tariffa agevolata di 12 euro per 24 ore, con operatività h24.
Il nuovo progetto da 609 posti si muove su una scala diversa, ma nella stessa direzione: rendere la sosta una leva concreta di efficienza aeroportuale.
Perché oggi, in uno scalo che vuole crescere davvero, il parcheggio non è più un dettaglio. È una delle prime interfacce tra infrastruttura e viaggiatore. E sempre più spesso è lì che si gioca la qualità complessiva dell’esperienza.

