I parcheggi sono tra le superfici più sottovalutate della transizione energetica. Già asfaltati, spesso estesi e vicini ai luoghi di consumo, potrebbero diventare una rete diffusa di produzione solare, ricarica elettrica e ombreggiamento urbano.
Un precedente arriva dalla Francia. La legge APER del 2023 ha imposto ai grandi parcheggi scoperti sopra i 1.500 metri quadrati di attrezzarsi con coperture rinnovabili su almeno metà della superficie. Le scadenze sono differenziate: luglio 2026 per i parcheggi pari o superiori a 10.000 m² e luglio 2028 per quelli tra 1.500 e 10.000 m², con sanzioni annuali in caso di mancato adeguamento.
Fotovoltaico sui parcheggi
È qui che l’Italia dovrebbe guardare con attenzione. Non per copiare meccanicamente una legge, ma per coglierne l’intuizione politica: partire dalle superfici già artificializzate. Secondo ISPRA, nel 2024 in Italia sono stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 km² di territorio, con oltre 78 km² di consumo netto di suolo, il valore più alto dell’ultimo decennio. In questo contesto, ogni megawatt prodotto sopra un parcheggio ha un valore doppio: genera energia pulita e non sottrae nuovo terreno ad agricoltura, paesaggio o biodiversità.
I parcheggi hanno tre caratteristiche favorevoli:
- sono già asfaltati o impermeabilizzati
- sono spesso estesi
- si trovano vicino a edifici e attività con consumi elettrici significativi
Perché i parcheggi solari possono accelerare la transizione energetica
Il fotovoltaico in Italia è in crescita. Nel 2025 la produzione solare ha raggiunto il record di 44,3 TWh, con un aumento del 25% rispetto all’anno precedente. Gli obiettivi al 2030, però, richiedono un ulteriore salto di scala.
I benefici principali sono:
- produzione di energia rinnovabile senza nuovo consumo di suolo
- riduzione delle bollette per imprese, enti pubblici e infrastrutture
- riduzione del surriscaldamento delle superfici asfaltate
- integrazione con colonnine di ricarica per auto elettriche
Dove installare parcheggi fotovoltaici in Italia
Il modello economico non è necessariamente punitivo per i proprietari. In molti casi può funzionare con il finanziamento di terzi: utility, ESCO, fondi infrastrutturali o operatori energetici installano e gestiscono l’impianto, mentre il proprietario concede la superficie e riceve un canone, energia scontata o servizi di ricarica.
Il punto decisivo è disegnare una norma che non si limiti all’obbligo, ma costruisca un mercato: regole semplici, autorizzazioni rapide, contratti standard, incentivi mirati dove il ritorno economico è più lento.
Una legge italiana potrebbe partire dai grandi parcheggi sopra una certa soglia, ma con gradualità. Prima gli spazi pubblici e para-pubblici: ospedali, università, stazioni, aeroporti, parcheggi comunali. Poi la grande distribuzione, la logistica, i poli produttivi.
| Luogo | Perché è adatto | Beneficio principale |
| Ospedali | Consumi elevati e parcheggi estesi | Energia locale e ombra per utenti |
| Centri commerciali | Ampie superfici e consumi diurni | Autoconsumo e ricarica elettrica |
| Stazioni | Auto ferme per molte ore | Integrazione con trasporto pubblico |
| Università | Spazi ampi e funzione pubblica | Energia pulita e valore educativo |
| Poli logistici | Grandi piazzali e consumi industriali | Energia per magazzini e flotte |
| Aeroporti | Parcheggi estesi e domanda energetica | Produzione locale e servizi di ricarica |
Permessi per tettoie fotovoltaiche e grandi parcheggi
Il tema autorizzativo resta centrale. Per i piccoli interventi privati, le coperture leggere e rimovibili possono in alcuni casi rientrare nell’edilizia libera. Le tettoie rigide, stabili e ancorate al suolo richiedono invece spesso un titolo edilizio, come CILA, SCIA o permesso di costruire. In aree vincolate può servire anche l’autorizzazione paesaggistica.
Per i grandi parcheggi commerciali, ospedalieri, logistici o pubblici servirebbe però una disciplina nazionale più chiara. Soglie dimensionali, procedure semplificate e criteri uniformi aiuterebbero a evitare interpretazioni diverse da Comune a Comune.
Una legge italiana sui parcheggi fotovoltaici
In Parlamento esiste già un riferimento: l’Atto Camera 618, presentato il 22 novembre 2022, riguarda l’obbligo di installazione di impianti per la produzione di energia da fonte solare nei parcheggi all’aperto.
Una possibile legge italiana sui parcheggi fotovoltaici potrebbe prevedere:
- censimento delle grandi superfici asfaltate disponibili;
- priorità a ospedali, stazioni, università e parcheggi pubblici;
- soglie dimensionali chiare;
- procedure autorizzative semplificate;
- contratti standard per investimenti di terzi;
- integrazione con autoconsumo, comunità energetiche e ricarica elettrica;
- tempi graduali e deroghe per i casi tecnicamente complessi.
I parcheggi fotovoltaici non sono la soluzione unica alla transizione energetica, ma rappresentano una delle strade più concrete e meno invasive. Non chiedono nuovo suolo, ma un uso più intelligente di superfici già trasformate.
In un Paese che deve produrre più energia pulita e adattarsi a estati sempre più calde, partire dai parcheggi può essere una scelta semplice, visibile e rapidamente comprensibile.

