Dopo oltre un decennio, la sosta gratuita per i veicoli elettrici a Busto Arsizio giunge al termine. Introdotta nel 2012 in un contesto di scarsa diffusione dei veicoli a zero emissioni, la misura era nata per promuovere la mobilità sostenibile. Oggi, tuttavia, lo scenario è radicalmente mutato: con 814 veicoli elettrici (BEV) circolanti in città a fronte di soli 606 stalli a pagamento disponibili, la gratuità generalizzata è diventata insostenibile per la gestione dello spazio pubblico.

Il trend locale riflette una dinamica provinciale vigorosa: Varese occupa l’undicesima posizione in Italia per rapporto tra auto elettriche/ibride e totale circolante, con una quota del 10,6%, superiore alla media nazionale. In questo contesto, l’amministrazione ha sancito, con la delibera n. 11 del 14 gennaio 2026, il passaggio da una politica di incentivo a una di governo attivo della mobilità.

La sfida del turnover e l’equità urbana

Il cuore della decisione risiede nella necessità di ripristinare l’efficacia della sosta rotativa. I gestori hanno rilevato che la gratuità indiscriminata portava molti veicoli elettrici a occupare lo stesso stallo per intere giornate, annullando il turnover necessario alla vitalità commerciale del centro. Come osservato nel dibattito pubblico, un’auto elettrica occupa lo stesso spazio fisico di una termica: se il turnover viene meno, il sistema sosta fallisce la sua missione di accessibilità.

La transizione verso il nuovo regime sarà graduale: le autorizzazioni gratuite già rilasciate scadranno definitivamente il 28 febbraio 2026, dopodiché scatterà l’obbligo tariffario per tutti. Questa scelta si allinea alle nuove linee di indirizzo della Regione Lombardia, che invitano i Comuni a privilegiare misure strutturali (colonnine, sharing, ciclabilità) anziché agevolazioni generalizzate sulla sosta.

Infrastruttura digitale e Smart Parking: il progetto “Simba”

Busto Arsizio non si limita a revocare un privilegio, ma negli ultimi anni sta investendo sempre più in una gestione “data-driven”, anche attraverso il progetto Simba (Sistema Integrato per il Monitoraggio, la Pianificazione e la Gestione della Mobilità), cofinanziato da Regione Lombardia. L’architettura del sistema prevede:

  • Mobility Control Center (MCC): una cabina di regia che utilizza l’Intelligenza Artificiale per monitorare in tempo reale flussi di traffico e occupazione dei parcheggi.
  • Sensori IoT e Telecamere OCR: implementati in strutture chiave come l’Autosilo Facchinetti e il multipiano Volturno per fornire informazioni dinamiche all’utenza tramite pannelli a messaggio variabile.
  • Hub San Michele: sarà il primo smart parking cittadino, progettato come snodo di accesso al centro storico con tecnologie di ultima generazione.

Evoluzione dei servizi e pagamenti

Parallelamente alla revisione tariffaria, il gestore AGESP ha modernizzato l’esperienza d’uso della sosta. Tutti i 37 parcometri cittadini sono stati sostituiti con modelli alimentati a pannelli solari e dotati di tecnologia contactlessAnche l’accesso alla ZTL viene razionalizzato: il transito dei veicoli elettrici non sarà più libero e generalizzato, ma subordinato al rilascio di autorizzazioni specifiche o all’iscrizione nel sistema telematico di gestione varchi, per evitare la congestione delle aree sensibili.

Verso una mobilità consapevole

Il caso di Busto Arsizio, inquadrato nel più ampio PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), dimostra che la sosta è lo snodo centrale per conciliare sostenibilità e funzionalità urbana. La fine della gratuità per l’elettrico non è un segnale di ostilità verso la tecnologia, ma il riconoscimento della sua avvenuta integrazione.

Per i gestori di parcheggi, la lezione è chiara: il futuro appartiene a sistemi flessibili e digitalizzati, capaci di trasformare il dato in tempo reale in una gestione equa ed efficiente dello spazio pubblico.