Car sharing ai nastri di partenza in
Italia. Entro maggio prenderà il via a Torino e Venezia; entro l’anno
a Bologna, Modena, Genova e nella provincia di Rimini; nel corso del 2003
a Brescia, Parma, Reggio Emilia, Firenze, Roma, Palermo e nella provincia
di Milano. Altre cinque città , Milano, Trieste, Perugia, Bari e Catania,
sono pronte ad aderire. Questo ‘self service’ dell’auto sarà attivato
grazie ad un finanziamento di 9,5 milioni di euro stanziati dal ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. Il sistema nazionale di car
sharing è stato presentato, nel corso di una conferenza stampa, dal Ministro
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli, e da Marco
Mastretta, direttore di Ics (Iniziativa car sharing), lo strumento operativo
creato per realizzare questo progetto.

“La sfida attuale – ha affermato
Matteoli – è quella di arrestare l’ inquinamento delle città attraverso
una serie di interventi come quello del car sharing. La filosofia in questo
caso è quella dell’utilizzare l’auto senza possederla: costa meno, rende
di più ed ha effetti positivi sull’ambiente, si calcola infatti che ogni
auto in car sharing ne tolga cinque-dieci dalla strada. Il meccanismo
che abbiamo individuato per diffondere questo servizio vede i Comuni svolgere
un ruolo da protagonisti.
L’autorità centrale può indirizzare e offrire il contributo economico,
ma è soprattutto un’operazione culturale da svolgere sul territorio che
può dare i migliori risultati”.

Il sistema nazionale di car sharing consente
ai propri associati di condividere una flotta di veicoli. Così l’utente
che si associa ha a propria disposizione un’auto in ogni ora del giorno,
per tutti i giorni dell’anno e in tutte le città che partecipano al circuito
Ics, senza dover pensare alle pratiche legate al possesso dell’auto (assicurazione,
bollo, manutenzione, revisione, bollino blu, parcheggio ecc). L’auto si
paga proporzionalmente all’uso che se ne fa e comunque ad una tariffa
molto contenuta. La gestione del sistema è affidata a strumenti informatici
e di telecomunicazione molto sofisticati che permettono di scegliere l’auto
giusta per ogni esigenza (smart card, codice pin ecc). Il vantaggio del
car sharing non è solo ambientale, ma anche economico. Si è calcolato
infatti che si possono risparmiare ogni anno fino a 1.500 euro a seconda
dell’auto scelta e dei chilometri di percorrenza. Non solo: in molti casi
con l’auto in car sharing si potrà accedere alle zone riservate del centro
usufruendo anche gratis del parcheggio. Le auto inserite nel circuito
di car sharing devono rispettare i più rigorosi standard di consumi e
di emissioni stabiliti dall’Ue.

“Il traffico ha paralizzato le metropoli
e avvelenato l’atmosfera: tutte le città italiane che hanno aderito al
circuito di car sharing
– ha detto Marco Mastretta, direttore di Ics
possono offrire ai loro cittadini un’ alternativa di mobilità che
già prevede il prossimo varo di un call center nazionale e la partenza
effettiva del servizio”
.

I contributi del ministero sono erogati
solo quando i partner operativi scelti dai comuni (in genere le locali
aziende di trasporto) hanno elaborato un progetto approvato da Ics, conforme
agli elevati standard da rispettare ed hanno investito nell’ operazione
somme almeno equivalenti a quelle richieste come contributo.
In Europa il car sharing è un servizio ormai affermato in Germania, Svizzera,
Austria, Francia, Olanda e Scandinavia dove si contano oltre 100.000 associati.