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07.03.2013 | Parcheggi.it

SENSORI DI PARCHEGGIO O MIMOSE?

Mentre scriviamo il sipario sta per calare anche questa volta sul giorno della festa della donna, chiudendo dietro cortine di velluto un po’ polveroso le usuali polemiche che l’8 marzo si porta puntualmente appresso.
“Dedicare una festa alle donne significa ghettizzarle”; “Altro che 8 marzo, le donne andrebbero festeggiate e rispettate tutti i giorni”; “E allora perché non indire una festa dell’uomo”; “Retorica ipocrita e vuota di senso”: questi i commenti più diffusi.

Figuriamoci allora il coro di sdegno sollevato dall’ultima trovata della Fiat, che ha scelto di celebrare il gentil sesso con una promozione un po’ cattivella offrendo, compresi nel prezzo delle auto vendute, i sensori di parcheggio.
Immediate le reazioni del pubblico in Rete: molti fischi per il messaggio sessista implicito nell’offerta (veniamo incontro a coloro che per definizione al volante sono imbranate), ma anche molte richieste per godere del trattamento speciale, valido esclusivamente per la giornata odierna.

Dal Lingotto la risposta è giunta tempestiva e diplomatica: "Pensiamo che i sensori di parcheggio siano un omaggio utile a uomini e donne a prescindere dalla bravura di ognuno perché semplificano la vita e rendono le manovre più facili e sicure. Si tratta di una comodità, di un piccolo lusso che solo per oggi non avrà alcun sovrapprezzo".

E, in ogni caso, l’obiettivo del “purché se ne parli”, imperativo categorico nel regno della comunicazione, del marketing e dell’advertising, è stato centrato in pieno: chapeau. Detto con sincera ammirazione e quella giusta dose di ironia e autoironia che – donne e uomini dovrebbero sempre tenerlo a mente – stronca sul nascere qualsiasi intento velenoso , vero o presunto.