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21.04.2013 | Parcheggi.it

L’AUTO DEL FUTURO? SI PARCHEGGIA (E GUIDA) DA SOLA

Chiudiamo gli occhi e proviamo a immaginare: arriviamo trafelati dopo una giornata di lavoro davanti al nostro garage. Meglio ancora: siamo tremendamente in ritardo a un appuntamento ma finalmente approdiamo, a bordo della nostra auto, di fronte alla rimessa dove intendiamo lasciarla. A quel punto scendiamo, andiamo dove dobbiamo andare e lasciamo che l’auto si parcheggi da sola, cercandosi un posto libero; per poi recuperarla, non appena ci servirà nuovamente, semplicemente con un paio di tap su una app del nostro smartphone. Fantascienza? Non proprio.

In Germania, a Ingolstadt, la Audi ha già sperimentato una particolare automobile equipaggiata con radar e ricettori wireless che le consentono di entrare autonomamente in un garage e di individuare, tramite speciali sensori, un posto libero; quindi di occuparlo e, spento il motore, fermarcisi. Ci vorrà circa un decennio per perfezionare questa tecnologia, tuttavia il progetto ha dimostrato che, in un futuro non troppo lontano, le vetture “autonome” potranno essere realtà, a tutto vantaggio degli automobilisti, che risparmieranno così tempo ed energie preziose.

Non è tutto oro quel che luccica, però. Vero è che la messa a punto di simili tecnologie non si prospetta eccessivamente ardua; ma potrebbe rivelarsi difficile portare effettivamente in strada questo tipo di vetture. E, soprattutto, affidarle a comuni automobilisti e non a ingegneri, addetti ai lavori o esperti del settore come sta accadendo sino a oggi.

Le vetture automatiche, in effetti, non rappresentano più una totale novità. Pensiamo alle Google Car, che hanno fatto la loro comparsa già tre anni fa, alla già citata Audi e alla Toyota, che ha presentato a Las Vegas, in occasione del CES (Consumer Electronic Show) un modello di Lexus equipaggiata con apparecchiature simili a quelli delle automatiche Google. Da un punto di vista strattamente tecnico, così come evidenziato da Annie Lien, ingegnere presso l’Electronic Research Lab (centro situato a Belmont, California, che lavora per Audi e Volkswagen), ciò che va perfezionato in queste auto riguarda l’hardware, che deve diventare più economico e compatto; l’intuitività e l’immediatezza d’uso dei sistemi; e la sicurezza, imprescindibile. Inoltre vanno attentamente considerati tutti i “ragionevoli dubbi” che, dal punto di vista legale, l’uso effettivo delle vetture automatiche comporterebbe: come regolarsi, per esempio, in caso di incidente? A chi attribuire le responsabilità?

Insomma, per il momento si progetta, si perfeziona, si sogna a livelli puramente teorici. Questo non significa che i produttori non si stiano impegnando per fare di queste auto prodotti effettivamente vendibili e utilizzabili. Sempre in occasione del CES di Las Vegas, per esempio, l’Audi ha presentato un sensore laser compatto che, inserito nel corpo dell’auto, è in grado di costruire un’immagine in 3D dell’ambiente circostante: congegno di gran lunga più piccolo ed economico delle “torrette” che troneggiano sul tetto delle automatiche Google. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio: il sensore Audi, a fronte di una maggiore compattezza, offre una risoluzione d’immagine e un’accuratezza minore.

Anche la General Motors è coinvolta in questo tipo di sperimentazioni: si sta infatti concentrando su vetture in grado di circolare autonomamente in autostrada. Tuttavia anche Jeremy Salinger, research program manager del colosso statunitense, ha ribadito l’importanza di non lavorare frettolosamente sull’implementazione di questo tipo di tecnologia, prestando grande attenzione all’interfaccia e tenendo conto dell’enorme cambiamento che subirebbe la relazione fra auto e conducente. Il quale cesserebbe di averne un controllo fisico, diventando, in qualche maniera, un “supervisore”, con il dovere categorico di avere ben presenti i limiti della sua automobile.

Non a caso, dunque, in Usa l’Amministrazione deputata alla sicurezza autostradale ha stanziato 2 milioni di dollari per un progetto centrato sulla guida automatica, che si focalizza su alcuni punti chiave: interazione fra guidatore e auto, sicurezza e affidabilità, messa a punto di sistemi di misurazione delle performance dei sistemi automatici. Non facile, come già accennato, sarà poi regolamentare la circolazione di queste auto dal punto di vista legale. Oltreoceano gli Stati del Nevada, della California e della Florida hanno leggi che consentono la guida di vetture automatiche a scopo di test , a patto che all’interno di esse si trovino comunque persone. Tuttavia ancora non si sa quali, in futuro, saranno le reazioni degli automobilisti in caso di incidenti; né come giudici e giurie applicheranno le leggi attualmente in vigore.