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07.02.2005 | Parcheggi.it

CITTA’ A MISURA DI CITTADINO

Giunti all’inizio del terzo millennio i problemi di inquinamento sono finalmente risolti, gli abitanti, tanto delle piccole, quanto delle grandi città, possono circolare liberamente con i propri veicoli ecologici senza deturpare l’ambiente e trovando parcheggio senza sforzo anche se i servizi pubblici, così numerosi ed efficienti, li inducono a lasciare l’auto a casa.
Un bel quadretto, adatto alla sceneggiatura di un film… ma di fantascienza!

In effetti, giunti all’inizio del terzo millennio, in un paese come l’Italia, al 6° posto della “classifica economica mondiale”, fra smog e polveri sottili, bastano pochi giorni di alta pressione per costringere le Amministrazioni a ricorrere alle targhe alterne: uniamo a questo contesto uno dei tanti scioperi delle ferrovie, un lavoro straordinario nella metro o un disservizio agli autobus, agitiamo il tutto e si otterrà uno dei frequenti scenari da incubo che costringe le utenze a fare i salti mortali per raggiungere il posto di lavoro.
Risultato: strade intasate, difficoltà, ritardi, stress, perdita di tempo e di denaro!

La situazione si ripete allo stesso modo nel week-end imprigionando i poveri cittadini, in metropoli sempre più invivibili, soffocate dalle auto accatastate ovunque.

E’ indiscutibile che le Amministrazioni debbano prendere provvedimenti di emergenza in risposta agli scarichi dei veicoli (in primis degli autobus), dei pestilenziali motorini, alle nuvole di veleno emesse da centinaia di migliaia di impianti di riscaldamento.
Ma un aspetto in particolare risulta annoso e al tempo stesso grottesco: da decenni, ogni anno, assistiamo sempre alla stessa routine, sempre alla stessa emergenza di fronte a fenomeni ricorrenti in un dejavù apocalittico.

Mancheranno anche i finanziamenti, ma nonostante i progressi degli ultimi anni, le infrastrutture e i servizi connessi, come i parcheggi, a favore delle utenze sono insufficienti e rimaniamo per molti aspetti la Cenerentola d’Europa, alle spalle anche della Grecia.

E’ vero, lagnarsi di un po’ di alta pressione e dei problemi legati allo smog, dopo le devastazioni e le quantità di morti provocati dallo tsunami dello scorso Dicembre, è incomprensibile e un po’ ridicolo, ma lo è altrettanto rimanere prigionieri di tossiche città, alle soglie del 2005 con nefaste conseguenze per la salute di chi vi abita.

Roma, come il resto d’Italia, avrebbe bisogno di “gigantesche iniezioni” di dotazioni infrastrutturali e di ammodernamenti di cui purtroppo finora si è visto quasi nulla: gli investimenti, a livello nazionale, come a livello locale, restano immensamente inferiori alle esigenze mentre i programmi e gli annunci di nuove opere, sono sempre paradossalmente superiori alle realizzazioni effettive.