home / archivio news

24.01.2006 | Parcheggi.it

VIS: LA VALUTAZIONE DI IMPATTO SOCIALE NELLA PROGETTAZIONE URBANA

Valutare quale impatto avranno nuove opere, insediamenti produttivi e commerciali, riqualificazioni, sulla qualità della vita dei residenti.
E’ quello che si propone la “Carta della Qualità sociale”, che prevede, a fianco della consueta “Valutazione d’impatto ambientale”, la “Valutazione d’impatto sociale”.

“Tutti coloro che si occupano di progettazione urbana conoscono la VIA.
Al contrario la VIS, pur inserita ad esempio come disciplina di insegnamento in alcuni corsi di laurea (Urbanistica e Architettura, Politecnico di Milano, Polo di Mantova) ancora non è normata né conosciuta, né applicata
- spiega Lidia Beduschi, l’antropologa che ce ne ha parlato- . Anche se, per la verità, alcuni Comuni, Roma e Trento tra i primi, hanno cominciato a tenerla in considerazione”.

La Valutazione d’impatto sociale è applicabile su ogni nuovo intervento previsto sul territorio.

Anche sulla costruzione o riqualificazione di parcheggi, dunque.

Per illustrare la validità di una preventiva valutazione sociale, Lidia Beduschi propone un caso avvenuto nella sua città.

“Circa un anno e mezzo fa, a Mantova, è stato costruito un nuovo parcheggio. La struttura, seminterrata, è nata al posto di un campetto di calcio.
Sulla terrazza è stato ricollocato il campetto, sopraelevato, costato sicuramente non poco all’impresa costruttrice.
Purtroppo però non è più stato utilizzato, poiché ora viene a trovarsi un poco al di sopra del livello della strada ad intenso traffico che corre a lato, mentre prima si collocava assai più in basso ed era ombreggiato ai margini da pioppi sotto i quali si radunavano gli spettatori.
I box della struttura, destinati alla vendita a privati che non erano comunque gli abitanti del quartiere, sono rimasti tutti invenduti, e i locali sotterranei incustoditi si sono trasformati in un rifugio per drogati e spacciatori.
Il quartiere chiede insistentemente al Comune di metter mano alla risoluzione del problema, ma fino ad ora nessuna soluzione è stata trovata”
.

E’ proprio per evitare errori di questo genere che nasce la “Valutazione di Impatto Sociale”: uno strumento da utilizzare nelle fasi istruttorie e progettuali per analizzare la ricaduta sulla popolazione di ogni nuova opera.

Ma chi è in grado di fare questa valutazione?

“I professionisti adatti per questo tipo di analisi sono gli antropologi - spiega Lidia Beduschi - i quali sono in grado di lavorare con strumenti di tipo qualitativo e quantitativo, per anticipare, in fase di progettazione in senso lato, come abbiamo visto, ed in équipe con architetti, urbanisti, ingegneri civili, imprese di costruzione, amministrazioni, come un’opera sarà accolta dagli abitanti, dai potenziali utenti, dagli eventuali acquirenti.
Noi antropologi applicati lavoriamo con le persone, sul luogo, la nostra è una disciplina diagnostica qualitativa, che ben si coniuga, per gli scopi che abbiamo tracciato, con gli strumenti della sociologia e della statistica”.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.noinos.it.

Sul sito è possibile leggere nella sezione Azioni: Interventi e Temi di ricerca un primo pezzo sulla storia della Valutazione di Impatto Sociale che riguarda la progettazione del “Canary Wharf” (il nuovo distretto economico londinese sull' "Isle of  Dogs" antica area dei "Docks" sul Tamigi).

Alessandro Ricci