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22.11.2007 | Parcheggi.it

INDAGINE AIPARK. TROPPO POCHI IN ITALIA I PARCHEGGI IN STRUTTURA

Parcheggio in struttura. Italia, ancora una volta, fanalino di coda rispetto al resto d’Europa. Non c’è da stupirsi. A testimoniare il ritardo è l'ultimo rapporto nazionale di Aipark (Associazione Italiana tra gli Operatori della Sosta e dei Parcheggi).

Questi i numeri: su 350mila posti auto in tutta la penisola 130mila sono in struttura, ma di questi solo 65mila nelle zone centrali delle città rispetto ai 120mila ad esempio della sola Barcellona.
Ciò significa che le altre metropoli del Continente hanno capito prima di noi, d’altronde è la regola, l’importanza della sosta in struttura rispetto a quella su strada. Per una migliore qualità del vivere urbano in chiave residenziale, turistica e commerciale.
Le strade e le piazze libere dal caos delle auto parcheggiate, spesso anche in doppia fila, che rendono impossibile la vita di chi le abita o le vuole visitare. Questa è la direzione da seguire. E per farlo, secondo Pietro Craveri, presidente nazionale Aipark, “nel prossimo decennio bisognerà realizzare altri 350mila posti auto in struttura”.

L’indagine Aipark stila anche una sorta di classifica cittadina, tutta italiana, dei posti auto per abitante. Prima è Pisa con 9,76 persone per posto auto. Alle sue spalle La Spezia (10,42), Lecce (10,86) e Firenze (14,06). Attardate altre grandi città come Roma (27a, con 31,76), Napoli (32a con 37,52), Milano (49a con 58,30) e Bari (77a, con 144,44). Ultima della classe Caltanissetta (303,46). Un’altra città toscana, Siena, è invece leader della classifica riferita ai parcheggi in aree e strutture con 12,42 persone per posto auto, seguita da Bolzano (13,21) e Sondrio (19,68). Milano è 27a con 51,52 e Roma 69a con 403,65. Maglia nera per Enna dove il rapporto abitanti/posto auto si dilata oltre il migliaio (1.139,04).

C’è da dire che il bacino di utenza del servizio sosta, oltre che sui residenti, in Italia dovrebbe essere calcolato anche su altre tipologie di utenti: turisti, lavoratori/pendolari, utenti dei servizi commerciali, sportivi, ecc.. Insomma, chi in città va per lavorare, comprare, ammirare. Che vorrebbe essere adeguatamente informato sulle tariffe di sosta, sui parcheggi a disposizione in struttura e superficie.
Possibilmente lontano e protetto dalla caratteristica figura del parcheggiatore abusivo, troppo spesso incluso nel pacchetto turistico alla scoperta degli usi e dei costumi della nostra Italia.
Necessario ripensare ai problemi della sosta in termini di qualità oltre che di quantità.

A.T.