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02.02.2008 | Parcheggi.it

SULL’AUTOSILO ARRIVA UNO SPECIALE OCCHIO DI RIGUARDO

Le donne non sanno parcheggiare, così dicono i signori uomini.
Eccezione alla regola, e sperando non la confermi, è il caso di Loredana Valentino. La quale non solo sa parcheggiare, ma ha studiato un sistema informatico per facilitare la sosta all'interno delle aree attrezzate.

Ed aiutare così tutti, uomini compresi, a vivere meglio l'esigenza quotidiana della sosta.
Loredana Valentino è un ingegnere industriale con specializzazione informatica in automazione industriale. Un po' per scelta, un po' per caso, qualche decennio fa ha iniziato a lavorare in una "software house" del settore parcheggi. "Già da piccola mi piaceva giocare con le macchinine - scherza Loredana Valentino - . Per quindici anni mi sono occupata di automazione industriale applicata al settore della sosta nelle aree di grossa affluenza, come gli aeroporti ad esempio. In questo arco di tempo, naturalmente, la tecnologia è progredita, ma più che altro è maturata la mentalità dell'utente. In passato il parcheggio in struttura era una scelta dettata da un bisogno di maggiore sicurezza e cura per la propria auto. Oggi invece la sosta all'interno di aree a pagamento è una necessità, considerate le sempre maggiori restrizioni al parcheggio libero su strada".

Sempre più spesso quindi capita di trovare i silos occupati, fare lunghe code all'interno dello stesso parcheggio e cercare affannosamente lo stallo libero. Per risolvere queste problematiche l'ingegnere Valentino ha studiato un sistema automatico di rilevazione della presenza di veicoli nei posti auto di un parcheggio.
Lo scopo è quello di mantenere sempre aggiornato lo stato di occupazione dei singoli stalli e di guidare i veicoli che entrano nella struttura verso le zone con maggiore disponibilità di posti liberi. "In questo modo - spiega Loredana Valentino – si evita l'inutile andirivieni delle vetture nelle aree del parcheggio già complete, che spesso causa inquinamento e provoca problemi al flusso dei veicoli in uscita".

Ma come funziona quello che l'ingegnere Valentino chiama "un occhio vigile" sul parcheggio? “Attraverso una rete di rilevatori ottici disposti sul soffitto – prosegue Loredana Valentino nell’illustrare il sistema che al momento sta brevettando - in modo da controllare tutti i posti auto interessati dal rilevamento. I rilevatori inviano il segnale di stato in real-time al server centrale. Alla ricezione del segnale, il sistema centrale elabora le seguenti funzioni: aggiorna la mappa del parcheggio ed il display luminoso di inizio corsia, invia i dati di occupazione ai tabelloni posti in ingresso, visualizza la mappa sul server della sala di controllo con l’indicazione dei posti, trasferisce lo stato di occupazione al sistema di gestione”.

Questo è il sistema base sul quale sono operabili una serie di accorgimenti per disegnarlo su misura del parcheggio. “Quello che caratterizza il mercato italiano – riflette Loredana Valentino – è una forte tendenza a personalizzare i sistemi di gestione della sosta, cosa che invece non accade nel resto d’Europa dove è abitudine servirsi della versione standard. Questa tendenza probabilmente è legata alla mentalità più versatile e flessibile degli italiani”.

Le funzionalità aggiuntive del sistema di Loredana Valentino permettono di agire in termini di videosorveglianza attraverso l’uso di una rete di telecamere, riconoscimento automatico della targa, prenotazione del posto auto, comunicazione dello stato di occupazione a sistemi terzi e servizio internet per dare la possibilità di navigare sul web durante la permanenza nel parcheggio.

Non c’è che dire, per essere una donna Loredana Valentino se la cava davvero bene con i parcheggi. E forse darà una mano a sfatare una volta tanto l’ennesima leggenda metropolitana che vede il gentil sesso fare a pugni con il parcheggio.
Chissà poi che in un prossimo futuro la “firma” Valentino diventi famosa e ricercata per riconoscere come alla moda anche i parcheggi...