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28.05.2002 | Parcheggi.it

SAN SIRO: QUARTIERE VITTIMA DELLO STADIO

Nonsolomoda, dice una riuscita pubblicità. Nonsoloticinese, vorrei proporre.
Non per fare la mappa dei quartieri a rischio, ma per attirare l’attenzione su altre situazioni che con un po’ di buona volontà si potrebbero affrontare.
Parliamo di quell’area che gravita attorno allo stadio di San Siro, che nessuno dei milanesi riesce a chiamare Meazza (nessuno dice infatti: “Domenica andiamo al Meazza”). Un’area, un quartiere, che per comodità chiameremo anch’esso San Siro.
Per intenderci si tratta di un grosso fagiolo, con gli apici a piazzale Lotto e al parco di Trenno, il lato nord a Lampugnano e il lato sud lungo via Novara e piazzale Segesta. Il quartiere è vittima dello stadio, quando gli si rovesciano addosso fino a 80.000 spettatori e, per una partita media, 14.000 auto, oltre a un numero imprecisato di pullman e moto.
Il parcheggio più ampio dello stadio, quello denominato Tesio-Harar, dispone di 2000 posti auto oppure 1000 auto e 100 bus. Potete immaginare, ma molti di voi l’avranno visto, che cosa succede. Per gli abitanti del quartiere si tratta di un assedio. Sono bandite anche le visite domenicali di nonni e zii.

Naturalmente non si può addossare ai tifosi la colpa di pretendere di andare in auto allo stadio. A un parigino, a un londinese, a un americano non verrebbe in mente di andare in auto allo Stade de France o a Bercy, a Chelsea o al Madison Square Garden. Ma questo non perché siano più corretti e premurosi dell’ambiente: solo perché i parcheggi stanno a distanze rispettabili e da qui si usano appropriate navette.

Anche a San Siro i parcheggi ci sarebbero, mi spiega Patrizia Binda Basso, presidente del Circolo Legambiente di Milano Ovest. Furono realizzati al tempo di Italia 90 e, aggiunti agli altri parcheggi circostanti, fanno la bella cifra di 13.700 posti, quanto basterebbe per non far avvicinare nessun’auto allo stadio, salvo quelle degli addetti ai lavori e dei portatori di handicap. Ma naturalmente ci vorrebbero navette ogni minuto.
Una soluzione più organica del problema sarebbe il progettato metro leggero Settimo-Axum-Lotto-Garibaldi, che qui si collega alla rete metropolitana. Ma guai a realizzare prioritariamente il tratto Axum-Lotto-Garibaldi, perché Axum diventerebbe un parcheggio di interscambio assediando ulteriormente il quartiere.
Il tratto prioritario sarebbe dunque Settimo-Axum-Lotto.

Sul quartiere pesa un altro incubo: quello del famoso Palazzetto dello Sport, che doveva sorgere, in forma polifunzionale, al posto del precedente crollato vent’anni fa sotto la neve. Ma pare che l’assessore Brandirali sia contrario, anche alla versione ridotta di 11.000 spettatori, che però potrebbero sommarsi agli 80.000 dello stadio in un giorno di eventi congiunti e inoltre gravare sul quartiere anche nei giorni feriali.
Meglio così. Adesso si parla di spostare l’ippodromo, a favore di un altro insediamento intensivo.
Il Comune sa queste cose: un piano di riqualificazione della viabilità era già pronto a decollare quest’anno, ma è slittato. A quando?

franco.morganti@inwind.it