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04.03.2013 | Parcheggi.it

PARCHEGGI DISABILI, IL DIRITTO DI GODERSI LA SQUADRA DEL CUORE

Il successo di una squadra sportiva non si misura necessariamente in base alla sua posizione nelle classifiche; di certo, per esempio, mostrare intelligenza e sensibilità riguardo a problemi sempre scottanti, come quello degli abusi legati ai parcheggi destinati ai portatori di handicap, vale più di mille punti.

Ecco allora che un caso come quello recentemente sollevato dal team Pallacanestro Varese, più noto ai tifosi come Cimberio – Varese, una delle squadre più titolate d’Italia e d’Europa, induce a riflessioni di ampio respiro sul diritto di tutti di godersi un evento sportivo e sullo stringente bisogno che tutte le società puntino i riflettori sui tifosi affetti da disabilità.

La vicenda di Varese è presto riassunta: dimostrando grande senso civico, la Cimberio Varese ha denunciato alla polizia locale irregolarità e abusi nei confronti degli spettatori disabili che fruiscono (o quantomeno, dovrebbero fruire) di un’area di parcheggio riservata presso il PalaWhirpool, principale arena coperta della città che ospita le partite di basket.

Così, grazie a questa sollecitazione, in occasione del prepartita contro il Caserta, la polizia locale ha predisposto un controllo a tappeto sulla zona interessata, riscontrando ben quindici vetture irregolarmente posteggiate; in pratica, auto appartenenti a tifosi che utilizzavano indebitamente i contrassegni dei portatori di handicap e che, dunque, sottraevano il posto auto a coloro che ne avevano reale bisogno, impedendogli o creandogli difficoltà persino nel concedersi un sacrosanto momento di svago.

Una triste quanto poco sorprendente scoperta, insomma. Che porta a pensare a quanto simili abusi debbano essere frequenti in altre città, presso altri stadi (pensiamo ai numerosissimi spettatori ospitati da quelli in cui si giocano partite di calcio), penalizzando migliaia di tifosi disabili in circostanze che dovrebbero invece essere di puro svago e divertimento.

Sarebbe bello vedere una volta per tutte cancellati dalle cronache quotidiane simili episodi che, invece, continuano a imperversare e che probabilmente sono ancor più frequenti di quanto non arriviamo a immaginare.

Confortante, però, constatare una condotta esemplare in una società sportiva, che ha fatto sapere che anche in occasione delle prossime partite i controlli potranno ripetersi. E che, speriamo, potrà essere di esempio ad altre società, anche più grandi: pensiamo appunto a quelle calcistiche, troppe volte più note per episodi scandalistici che per azioni virtuose.

Non che, a oggi, non si sia mostrata alcuna attenzione nei riguardi di tifosi affetti da disabilità. Sono numerosissimi gli stadi dotati di parcheggi riservati, così come di posti per assistere alla partita, di modalità d’ingresso agevolate. Tuttavia, oltre che a mettere a disposizione queste facilitazioni, sarebbe essenziale che venissero condotti controlli stringenti per impedire che a godere di questi privilegi siano persone che non ne hanno diritto. E certamente se a fare la voce grossa fossero società che valgono milioni di euro e che hanno un’immensa – talvolta perfino sproporzionata – visibilità mediatica, c’è da scommettere che sarebbero in molti ad ascoltarle.