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07.03.2010 | Parcheggi.it

STRADE ROMANE IN MANO AGLI SCIACALLI

All'ombra del Cupolone sono in molti, troppi, a fare del parcheggio un pingue business, facendo leva sulla quotidiana necessità di trovare un posto alla propria auto che affligge ogni automobilista, in particolare quelli più indifesi: anziani, per esempio, o persone che devono recarsi in ospedale per visite mediche. Stiamo parlando dei parcheggiatori abusivi, figure per certi aspetti considerate folkloristiche, quasi emblematiche di un Paese che ha fatto dell'arrangiarsi un'arte: ma che, di fatto, sono veri e propri criminali.



A diramare dati inquietanti al riguardo, lanciando un grido d'allarme e invocando provvedimenti severi per dare scacco a quello che ha preso la forma di un vero e proprio racket, è un dossier stilato dalla Commissione consiliare speciale per le politiche della sicurezza di Roma, presieduta da Fabrizio Santori, che, in una trentina di pagine, snocciola rivelazioni e dati a dire poco inquietanti. L'indagine illustra dettagliatamente la situazione della Capitale. Ma ciò non deve certo indurre a credere che il problema sia tipico esclusivamente di questa città. Si tratta infatti di una piaga che affligge numerose città italiane, e che, proprio perché ritenuta, come tanti altri, un male inevitabile se non un tratto pittoresco del nostro Paese, non viene ancora adeguatamente considerata nella sua gravità.

Dal dossier della Commissione speciale apprendiamo comunque che i parcheggiatori abusivi, ossia coloro che, ricorrendo a più o meno velate minacce, costringono gli automobilisti a sborsare cifre anche salate per posteggiare in zone in cui la sosta sarebbe gratuita quando non vietata, si dividono le aree della città occupandole nei momenti in cui sono maggiormente congestionate (il Testaccio, fulcro della movida capitolina, è invaso dagli abusivi nelle ore notturne, mentre le zone limitrofe alla stazione Termini pullulano di truffatori in quelle diurne, tanto per fare un paio di esempi). Scopriamo quindi che i parcheggiatori abusivi sono soprattutto italiani, romeni, egiziani, turchi, iracheni e bengalesi, che arrivano a chiedere cifre anche a tre zeri per preservare la sicurezza della propria auto. Il rischio? Trovarsela danneggiata, o, peggio ancora, non ritrovarla più.

Come punire questi abusi? Come ha fatto notare il sindaco Alemanno "la legge ci sarebbe, e basterebbe applicarla". Il Codice della Strada punisce esplicitamente l'esercizio del parcheggio abusivo, limitandosi tuttavia a farlo con sanzioni. Se si considerano però i reati che questi atti di microcriminalità implicano, questi si ritrovano puntualmente nel Codice penale: dall'estorsione all'associazione a delinquere, dalla truffa alla violenza privata e minacce, c'è di che sbizzarrirsi.

Il dossier prosegue con un'accurata mappatura della Capitale che ingloba la bellezza di 133 aree di sosta irregolari e in mano ai racket. Non che nessuno non abbia notato e denunciato l'odioso fenomeno. Sui più popolari social network della rete i gruppi di protesta, primo su tutti "Parcheggiatore abusivo non te vojo pagà" raccolgono migliaia di fan. Né si può dire che, negli ultimi mesi, le forze dell'ordine se ne siano state con le mani in mano; basti pensare che, a seguito di diverse operazioni portate a termine in rapida successione, nel 2009 sono stati perseguiti ai sensi del Codice della Strada ben 226 parcheggiatori abusivi, di cui 31 sono stati anche denunciati penalmente.

Ma tutto questo non basta. E il dossier si chiude infatti con una mozione che raccoglie diverse proposte mirate a dare scacco alla categoria degli abusivi: da quella di inasprire le sanzioni a quella di creare un numero verde per i cittadini per sporgere denunce, da quella di istituire vigili di prossimità o di quartiere a quella di intensificare blitz da parte di agenti in borghese. Ferma restando la necessità di portare avanti una massiccia campagna di comunicazione; senza immotivati allarmismi, ma semplicemente ponendo in evidenza quella che, per quanto triste, non è una nota pittoresca che colora le strade di Roma, ma, almeno ad oggi, pura e semplice realtà.