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18.09.2016 | Parcheggi.it

PARCHEGGIO INSICURO? RISARCIMENTO MILIONARIO

Immaginate di essere una mamma che va a far la spesa con la figlia piccola, un semplice evento quotidiano comune a tanti genitori. Posteggiate l'auto nel parcheggio del supermercato e scendete. A questo punto accade qualcosa che vi terrorizza all'istante: la vostra bambina raccoglie da terra una siringa. Siringa=droga=AIDS. Nella vostra mente il collegamento tra queste parole è istantaneo, e con velocità improvvisa strappate di mano il pericoloso oggetto a vostra figlia, sgridandola. Ma la sfortuna vuole che nel gesto fulmineo vi pungete con l'ago della siringa.

La paura per vostra figlia si trasforma velocemente in paura per voi stessi. Riportate l'incidente al personale del supermercato, e dopo una prima medicazione venite portati in ospedale per accertamenti, dove vi somministrano un trattamento inteso a scongiurare l'infezione da HIV. Questa particolare cura, oltre a causarvi ingenti spese mediche, vi costringe a letto ed obbliga vostro marito ad assentarsi dal lavoro per assistervi. Dopo che gli esami escludono fortunatamente sia l'HIV che l'epatite, decidete insieme al vostro avvocato di chiedere un modesto risarcimento al supermercato proprietario del parcheggio, per farvi risarcire delle spese, dei disagi, della paura provocata dall'accaduto. La struttura rifiuta e si oppone fermamente, inizia un processo ed alla fine la giuria emette la sentenza: la catena di supermercati vi deve risarcire, eccome se lo deve, con una cifra molto, molto, molto superiore a quella da voi proposta. Fine della storia e tutti felici e contenti (un po' meno il supermercato).

Ora possiamo svelarlo: non è una favola, è un fatto vero. Oltre a dimostrare quanto sia importante la pulizia e la sicurezza di un parcheggio, attesta quanto sia rilevante la responsabilità di chi lo gestisce. Dov'è accaduta questa storia? Non in Italia purtroppo. Siamo negli USA, in una cittadina del South Carolina, e la catena di supermercati è Target, uno dei più grandi gruppi di vendita al dettaglio degli Stati Uniti. La signora Carla Denise Garrison ha chiesto 12.000 dollari di risarcimento per lo spiacevole "infortunio" accaduto nel loro parcheggio: Target ha rifiutato, ma il Tribunale l'ha condannato a risarcirle ben 4,6 milioni di dollari.

L'accaduto introduce un tema molto importante. I parcheggi devono essere sorvegliati e tenuti puliti, e non devono sussistere fenomeni di abbandono e di sporcizia che li trasformino in spazi aperti alla criminalità o alla piccola delinquenza. Abbiamo già puntato il dito sulla questione sicurezza quando abbiamo parlato dei parcheggiatori abusivi, e ci sentiamo di ripeterlo ancora: sono le persone, i clienti, che usufruiscono dello spazio per la sosta che mettiamo loro a disposizione, e saranno sempre loro, i clienti, che ci puniranno per le nostre mancanze. Se non con un processo, semplicemente cambiando parcheggio. Non sappiamo se in Italia ci sarebbe stata la medesima sentenza, ma non possiamo far altro che applaudire il concetto di fondo: in casi del genere è giusto che la persona venga rimborsata o indennizzata, perché ha subito un disservizio che poteva anche sfociare in conseguenze più gravi.

A riprova di questo i fatti di cronaca nel nostro paese non sono rari. Furti e scippi non sono purtroppo infrequenti in zone adibite alla sosta diventate luoghi per delinquere, per spacciare o per drogarsi. È notizia di questi giorni la serie di furti alle auto parcheggiate all'interno del supermercato Coop di Montevarchi, in Toscana. Il comunicato del Movimento Consumatori asserisce:

Segnaliamo alla direzione del Supermercato che, anche se la legge non li rende responsabili dei danni o dei furti avvenuti nel parcheggio, tanto che la declinazione della responsabilità è espressa con alcuni cartelli posti agli ingressi, non possono comunque nascondere di avere delle responsabilità sociali evidenti. Chiediamo di intervenire con una vigilanza, con telecamere o con un vigilantes. Sarebbe una soluzione di buon senso che andrebbe incontro ai clienti, per lo più soci. Ricordiamo ai dirigenti della struttura di Montevarchi che non si può essere soci solo quando si portano i soldi in deposito, o si portano i soldi per la spesa, ma anche quando si viene derubati.

Già in occasione dell'inchiesta sugli abusivi abbiamo segnalato la generale "noncuranza" per aspetti di questo tipo, ovvero la diffusa superficialità con cui si va incontro ai bisogni, alle necessità e alla tutela dei clienti, che sono i nostri primi giudici (e parametri del nostro successo o insuccesso). L'intensificazione dei controlli, a tutti i livelli, non può che giovare sia al gestore che al fruitore.

Il Movimento Consumatori suggerisce al supermercato di Montevarchi di offrire dei buoni spesa come rimborso a chi ha denunciato i furti. Sarebbe un bel gesto, chissà se verrà colto. Nel frattempo, in America, la vita di una signora del South Carolina viene positivamente stravolta da 4,6 milioni di dollari...