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18.11.2012 | Parcheggi.it

QUANDO IL PARCHEGGIO È EQUO E SOLIDALE

Serbarsi un posto in Paradiso? Impegnativo, senza dubbio. Serve una vita a lavorarci, e nessuno può garantirci il successo nell’impresa. Tanto vale accontentarsi di un posto gratis in parcheggio; in cambio, naturalmente, di una buona azione.

L’idea arriva dagli Stati Uniti, e si rifa a un modello di marketing che, a quanto sembra, assicura ottimi risultati in termini di soddisfazione e fidelizzazione della clientela: il cosiddetto BO-GOA (acronimo per buy one, give one), reso celebre dall’azienda calzaturiera Toms. Un modello basato su un principio molto semplice: per ogni articolo che acquisti, un articolo viene automaticamente regalato dall’azienda a una persona in difficoltà.

Sul fronte parcheggi il modello, preso alla lettera, non ha granché senso: che se ne fa una persona indigente di un parcheggio simbolicamente “regalato” da chi a sua volta l’ha pagato per sé? La libera interpretazione del concetto, invece, si è rivelata efficace; lo scorso aprile, per esempio, a Louisville, nel Kentucky, i gestori di un parcheggio hanno offerto ai cittadini il parcheggio gratuito in concomitanza con un evento speciale in cambio di prodotti alimentari non deperibili e prodotti per l’igiene personale destinati agl’indigenti, che sono stati poi distribuiti a persone singole e a famiglie.

I risultati dell’operazione sono stati strabilianti: centinaia di persone hanno donato merci in cambio del parcheggio gratuito. Merci del valore certamente superiore rispetto a quello del parcheggio, che tuttavia hanno donato di buon grado, senza lasciarsi tentare dalla scelta di un parcheggio concorrente.

Un invito alla generosità utile anche a sbaragliare la concorrenza, insomma, e a tenersi i clienti ben stretti: difficile non tornare a scegliere per una seconda, terza e quarta volta, il parcheggio in cui si è avuto modo di compiere una buona azione, di cui si serberà inevitabilmente un ricordo positivo. Il resto lo farà il passaparola frenetico sui social network.

L’esempio virtuoso potrebbe, crediamo, ispirare i gestori italiani a lanciarsi in analoghe iniziative, lodevoli da un punto di vista etico e commerciale al tempo stesso. Motivo per cui ci sentiamo di esortarli a tenerla presente, e ovviamente a segnalarcene di analoghe nel caso in cui decidessero di metterle in atto; saremmo ben lieti di darne evidenza.