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08.11.2012 | Parcheggi.it

IN ASTRONAVE PER… OVVIARE ALLA MANCANZA DI PARCHEGGI

Caro cliente, ci scusiamo noi per il disagio che hai nel trovare parcheggio…(sempre più limitato). Per la prossima volta ti consigliamo di venire in ASTRONAVE, con la speranza che non ci tolgano anche lo spazio aereo! Poche righe perentorie per un ironico cartello che ha destato una certa eco. Autore, Marco Fiore, titolare della omonima pizzeria situata ad Albisola Superiore. Motivo della protesta: la riduzione, da parte del Comune, di alcuni parcheggi e l’aumento del costo (fino a 2 euro l’ora) di quelli esistenti.

“Una situazione assurda – si sfoga con Parcheggi.it l’intraprendente imprenditore – che rispecchia una mala gestione e, dunque, un malessere dei cittadini generalizzato in tutta la Liguria. Già abbiamo pochi parcheggi, se poi togliamo quelli che ci sono non possiamo pensare di fare del turismo!”.

Le parole di Marco Fiore sono in effetti del tutto condivisibili, e richiamano alla mente l’ormai noto tormentone reso celebre dalla trasmissione Colorado Cafè e dai comici liguri Fabrizio Casalino ed Enrique Balbontin, che con grande autoironia idearono qualche anno fa la parodia della “proverbiale” ospitalità ligure riassunta nel claim: “Torta di riso…finita”.

“Non siamo a Parigi – prosegue Fiore – ma ad Albisola: una località molto graziosa, ma insomma, non c’è una Tour Eiffel che invogli i turisti ad accorrere a frotte. Se non garantiamo servizi adeguati, come possiamo pretendere di fare grossi numeri? Posso capire, poi, che in alta stagione un parcheggio possa essere a pagamento; e 2 euro all’ora sono comunque una bella cifra. A Stintino, dove c’è il mare che c’è, si pagano 7, 8 euro per una giornata di parcheggio. Ma applicare la stessa cifra in inverno, penalizzando le mamme che hanno solo voglia di fare una passeggiata coi loro bambini senza sacrificare quegli spiccioli che potrebbero venire comodi per una caramella o un dolcetto, mi pare ingiusto”.

Tiene a precisare che parla per il bene comune, Fiore, al di là degli ovvi e comprensibili interessi di imprenditore. E la decisione di appendere fuori del suo locale il famigerato cartello è stata dettata dall’esasperazione. “Il 18 giugno il Comune ha deciso di ridurre il numero dei parcheggi; il 25 ho appeso il cartello”. Quali le reazioni, oltre il comprensibile interesse dei media? I clienti hanno manifestato la loro solidarietà, sorridendo della trovata e dandogli ragione. E con l’amministrazione? “Non ci parliamo da un anno e mezzo”.

Che peccato. In un momento in cui ciascuno è pronto a sciacquarsi la bocca dell’espressione “fare sistema” i fatti dimostrano che troppo spesso questa volontà manca. E che poche persone, intelligenti e coraggiose, hanno capito quanto questo modo di ragionare possa rappresentare l’unica via per rendere davvero “smart” città come cittadini. A cominciare dal parcheggio, la cui carenza genera un deteriore effetto domino sull’intero sistema – turismo.