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11.11.2008 | Parcheggi.it

VA' DOVE TI PORTA IL PARCHEGGIO

In genere lo si fa a causa dell’arrivo di qualche cicogna e la conseguente necessità di una stanza in più; altre volte perché ci si sposa, o, più semplicemente, per seguire l’amato o l’amata; altre ancora perché , molto banalmente, ci si è stufati, e - potendoselo permettere -si ha voglia di cambiare aria; talvolta perché i vicini sono troppo molesti; talaltra infine quando, meno piacevolmente, uno sfratto incombe. Ma a far decidere di traslocare un signore di Pesaro è stata una causa che, di norma, non viene proprio contemplata: la difficoltà, se non l’impossibilità, a trovare un parcheggio nei pressi della propria abitazione.

A questo metalmeccanico 51 enne, la sorte ha riservato la disgrazia di abitare in via Vincenzo Rossi, una strada a senso unico su cui si affacciano decine di condomìni, ovvero centinaia di famiglie residenti con relative auto a cui trovare posto, e decine di negozi che ogni giorno attirano centinaia di consumatori automuniti. Come se non bastasse, la pista ciclabile tracciata sulla destra della strettissima via costringe le auto a fare lo slalom tra quelle parcheggiate in doppia fila; sulla sinistra, è vero, si trova una lunga striscia di parcheggi bianchi, ma per sostare occorre esibire il disco orario, e il tempo concesso è risicatissimo: 30 minuti nei giorni feriali, fasce limitate 9-13 e 16-19 nei festivi.

Troppo poche secondo il furibondo pesarese; che, per tutte queste ragioni, deve subire lo smacco e il notevole danno economico conseguente a inevitabili e ripetute contravvenzioni: “Qui non si vive più - sbotta - prendo una multa a settimana, anche due. Non è possibile andare avanti in questo modo, non mi basta lo stipendio, ne avrò collezionate per mille euro. Io a casa non ci sono mai - aggiunge - se non il sabato e mi piace dormire. Non ho tempo di andare ogni mezz’ora a cambiare il disco orario. E puntuali arrivano i vigili”.

Lo sfortunato cittadino, naturalmente, si lamenta anche a nome dei suoi vicini, ribadendo giustamente il fatto che non tutti possono ovviare all’insufficienza di parcheggi concedendosi il lusso di acquistare un garage. E si scaglia contro l’assessore locale, Michele Gambini (dei Verdi n.d.r), deprecando la dovizia di alberi decorativi (“bellini per carità, ma tolgono lo spazio ad altre auto”), e l’eliminazione dei tre pur sparuti parcheggi nella vicina via della Fonderia.

Purtroppo, a quanto sembra, fino a oggi l’assessore ha ignorato le sue rimostranze; chissà che la risonanza mediatica che la denuncia va acquistando non lo persuada prima o poi a dare a ascolto alle proteste del Gambini, prima che, come il sor Pampurio arciscontento (ma in questo caso a ragione!) cambi tosto appartamento?