Abbiamo visto come spesso le aree di sosta vengano vissute dalla società  come un ‘non-luogo’, uno spazio da interpretare che spesso esula dalla sola sua funzione di custodire il proprio veicolo: partendo dal canonico e collaudato Drive-In (parcheggio-cinema), abbiamo sentito parlare addirittura di matrimoni a Las Vegas celebrati nei parcheggi e di comizi (con barbecue) per discutere le primarie del 2012 svoltisi di recente nell’Iowa, proprio all’interno di un parcheggio d’auto d’epoca.
Quello che risulta più difficile da immaginare, perà², ci viene raccontatodai giornali Americani (si sa che il Nuovo Mondo è sempre più avanti rispetto all’Europa), e cioè che il problema dei suicidi negli stalli di università , ospedali e comuni è in crescita. Già  nel 2004 si era parlato di una strana concomitanza di ‘suicidi assistiti’ in Svizzera: in sostanza, per via della mancanza di strutture adeguate e di una legge chiara sull’eutanasia, alcuni ‘candidati’ alla morte dolce si sono risolti a finire i propri giorni nella loro auto, dentro a normalissimi e insospettabili parcheggi, per di più con l’aiuto degli operatori di un’associazione locale per il diritto al suicidio assistito.

Ma negli U.S.A. il problema, stando a quanto viene sottolineato dall’International Parking Institute, pare essere sfuggito di mano tanto che fior fiore di studiosi, quali il Presidente dell’Associazione Internazionale per la Prevenzione Suicidi, il direttore generale di Republic Parking System e il direttore di Baylor Health Care System, tutti impiegati nel settore inerente le strutture per la sosta degli autoveicoli, hanno organizzato un vero e proprio corso per affrontare il problema dal punto di vista tecnico e sociale: perchè ogni giorno 95 americani si tolgono la vita e più di 3.000 tentano il suicidio, molti dei quali nei parcheggi? In che modo gli addetti ai lavori posso garantire la sicurezza, arginare il problema o affrontarlo, qualora fosse troppo tardi?

Sembra incredibile, ma è tutto vero: a dimostrazione che quando si tratta di sicurezza, affidarsi a strutture attrezzate fa la differenza. Magari, e stavolta senza esagerare, di una vita.

E.M.