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19.04.2017 | Parcheggi.it

PORTATORI SANI DI ECONOMIA

"Sembra strano o banale, ma l'economia di un paese si regge anche sui parcheggi". Non siamo noi a dirlo, e non è nemmeno uno studioso di parking management, un gestore di un multipiano o un assessore alla mobilità. Ce lo ha detto Gianfranco Russo, commerciante e presidente del "Borgo del Guiscardo", consorzio economico e culturale del centro storico di San Marco Argentano, bellissimo borgo calabrese in provincia di Cosenza.

In questo portale non ci stanchiamo mai di affermare un concetto semplice quanto basilare: il parcheggio è fondamentale non solo per i turisti e i visitatori, ma anche per le attività commerciali della zona... Il parcheggio può essere il protagonista del rilancio commerciale e turistico di un luogo, soprattutto nel caso di piccoli borghi o paesi "nascosti" lontano dalle solite metropoli, piccole culle di una cultura da preservare. Oggi questi centri storici attraversano un momento difficile, affetti sempre più da un progressivo spopolamento. Per negligenza o incapacità gestionale, le amministrazioni non fanno abbastanza per salvaguardare la sopravvivenza di questi centri, e di conseguenza gli operatori commerciali ivi presenti fanno fatica ad andare avanti, costretti a fare i conti, oltre che con la crisi endemica italiana, con un certo "isolamento" causato da politiche non lungimiranti. Aumentare l'affluenza di turisti e visitatori vuol dire migliorare la situazione economica (e il benessere) di un luogo e della sua gente. E la gestione della sosta serve proprio a questo, ad attrarre in un dato posto i futuri clienti di quelle attività commerciali in crisi. Ecco perché i parcheggi si possono considerare veri e propri portatori sani di economia.

In relazione a questo tema raccogliamo con piacere la testimonianza di Gianfranco Russo, che ci ha parlato di una situazione non chiara, anzi paradossale, inerente alla questione della sosta. Il centro storico di San Marco Argentano è un antico borgo di origine normanna, ricco di storia, tradizioni, bellezze artistiche e naturali; ma non solo, è un borgo dove operano circa 150 attività commerciali. Purtroppo però, la gestione della sosta non è "virtuosa", e per renderla tale servirebbe la collaborazione e la lungimiranza di tutti gli attori in causa.

Innanzitutto il numero generale di parcheggi non è sufficiente per visitatori, residenti e commercianti stessi. Poi, se gli stalli su strisce bianche sono occupati totalmente dai residenti, quelli sulle strisce blu non sono provvisti di colonnine per effettuare il pagamento. Cosa succede dunque ai visitatori? Succede che, mentre vanno alla ricerca della fantomatica colonnina che non c'è, i vigili notano la macchina senza ticket esposto e li puniscono con una bella multa. Purtroppo gli sventurati non sanno che l'unico modo per pagare il parcheggio è farsi dare il ticket dai negozianti stessi, i quali si riforniscono del blocchetto dei ticket dai vigili urbani, anticipandone l'intero costo. "Lo facciamo per spirito di buon senso e partecipazione alla cosa pubblica", ci tiene a rimarcare il signor Russo. Nonostante questo, un altro problema intralcia la vendita dei suddetti ticket: alcuni negozianti negligenti sostano nelle strisce blu, occupando di fatto il posto ai loro clienti. Questa azione, oltre a essere dannosa per loro stessi e per i loro colleghi, è pure dannosa per gli avventori, i quali, non trovando un posto libero nelle strisce blu, sono costretti a parcheggiare in modo "creativo" intralciando il traffico, incappando (giustamente) in uno scontato epilogo: multa. Insomma, una situazione farraginosa, poco chiara, che rischia di allontanare i turisti. Secondo Russo basterebbe un sistema con pagamento online via smartphone, sistema ormai adottato da tantissime città più o meno grandi: in questi giorni la sua associazione sta ponendo la questione alle autorità locali.

La situazione di questo paese calabrese non è certo la prima di cui abbiamo notizia, e sicuramente non sarà l'ultima. Ne abbiamo già parlato a proposito della Costiera Amalfitana o delle Cinque Terre. Questi centri, depositari dell'enorme patrimonio culturale del nostro paese, hanno bisogno di essere visibili ed attrattivi al grande pubblico, e una delle principali "attrazioni" è proprio la presenza di un posto dove lasciare la macchina in totale sicurezza e tranquillità. La fortuna dei grandi outlet, ad esempio, è proprio questa: il cliente arriva, parcheggia e si gode la visita senza stress. Ma come ci fa notare il nostro intervistato, questi "villaggi" sono la versione artefatta di quello che c'è già sul territorio italiano: "i grossi outlet emulano i centri storici, come se tutta la struttura fosse una piccola città. Noi invece siamo l'originale, e offriamo quel tipo di esperienza dal vivo!"

Partire dai parcheggi per intraprendere un percorso di rinforzo del commercio e salvaguardia dei piccoli grandi paesi italiani: questo dovrebbe capire la politica e chi gestisce mobilità e infrastrutture. "Noi siamo gli attori e i produttori del servizio pubblico", ci ha detto con orgoglio Giuseppe Russo, "e ogni lampadina che si spegne, ovvero ogni commerciante che non ce la fa più ed è costretto ad andarsene, porta via con sé storia, tradizioni, cultura... ma soprattutto economia!"