Il Blue Badge britannico è valido anche in Italia e consente ai titolari di usufruire delle agevolazioni previste per la sosta e la circolazione delle persone con disabilità.

A chiarirlo è una circolare congiunta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 28 settembre 2026, dedicata espressamente al riconoscimento in Italia della Parking Card for Disabled People rilasciata dal Regno Unito.

Il provvedimento chiarisce una situazione divenuta meno immediata dopo la Brexit: con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, il Blue Badge ha cessato di beneficiare del meccanismo di riconoscimento automatico previsto per i contrassegni degli Stati membri UE.

Blue Badge britannico: perché è valido in Italia

Il chiarimento del 28 settembre richiama la Risoluzione n. 97/4 della Conferenza Europea dei Ministri dei Trasporti, oggi collegata al Forum Internazionale dei Trasporti.

La risoluzione prevede che gli Stati aderenti al sistema internazionale di riconoscimento reciproco riconoscano ai titolari di un contrassegno conforme, rilasciato da un altro Paese membro, le stesse agevolazioni di parcheggio previste per i propri cittadini.

Italia e Regno Unito fanno entrambi parte di questo sistema. Di conseguenza, secondo la circolare, il Blue Badge rilasciato dalle autorità competenti di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord deve essere riconosciuto sul territorio italiano.

Il contrassegno deve però essere:

  • in corso di validità
  • conforme al modello britannico previsto
  • dotato del simbolo internazionale della sedia a ruote
  • esposto in modo chiaramente visibile nella parte anteriore del veicolo

Cosa permette di fare il Blue Badge in Italia

La circolare stabilisce che i titolari di un Blue Badge britannico beneficiano degli stessi diritti di parcheggio e circolazione riconosciuti in Italia ai titolari del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE).

In particolare, il Blue Badge consente di utilizzare gli stalli riservati alle persone con disabilità, nel rispetto della segnaletica e delle eventuali limitazioni relative agli stalli personali assegnati a uno specifico titolare. Poiché ai possessori del Blue Badge vengono riconosciuti gli stessi diritti di sosta previsti per i titolari del contrassegno italiano, si applicano anche le disposizioni nazionali sulla sosta gratuita nelle aree a pagamento.

Blue Badge e strisce blu: la sosta è gratuita?

In Italia l’articolo 188 del Codice della Strada stabilisce che i veicoli al servizio di persone con disabilità titolari del relativo contrassegno possono sostare gratuitamente nelle aree di sosta o parcheggio a pagamento. Il riconoscimento del Blue Badge britannico comporta quindi l’applicazione delle medesime agevolazioni previste per il contrassegno italiano.

Resta naturalmente necessario utilizzare il Blue Badge correttamente ed esporlo in maniera visibile sul veicolo, così da permettere agli organi di controllo e agli ausiliari del traffico di verificarne validità e regolarità.

L’esposizione dell’originale è un aspetto importante anche per i contrassegni italiani: come abbiamo già approfondito su Parcheggi.it, il contrassegno per persone con disabilità deve essere utilizzato in originale e secondo le modalità previste dalla normativa.

Con il Blue Badge si può entrare nelle ZTL italiane?

Il chiarimento ministeriale riguarda anche la circolazione e cita espressamente l’accesso alle Zone a Traffico Limitato (ZTL).

Anche sotto questo profilo ai titolari del Blue Badge devono essere riconosciuti i diritti previsti per i possessori del CUDE italiano. Tuttavia, la gestione operativa degli accessi alle ZTL è regolata dai singoli Comuni. Questo significa che un automobilista proveniente dal Regno Unito non dovrebbe dare per scontato che la targa straniera venga riconosciuta automaticamente dalle telecamere della ZTL.

Prima di entrare in una zona a traffico limitato è quindi opportuno consultare le indicazioni del Comune interessato e verificare se sia necessario comunicare preventivamente la targa o seguire una specifica procedura di registrazione.

Perché serviva un chiarimento dopo la Brexit

La questione nasce proprio dal cambiamento dello status del Regno Unito rispetto all’Unione europea. Prima della Brexit, il Blue Badge beneficiava del sistema europeo di riconoscimento reciproco dei contrassegni di parcheggio. Con l’uscita britannica dall’UE questo automatismo è venuto meno, generando possibili dubbi sia tra gli automobilisti sia tra le amministrazioni chiamate a controllare i contrassegni stranieri.

La circolare del 28 settembre chiarisce però che continua a trovare applicazione la Risoluzione CEMT n. 97/4, alla quale aderiscono sia Italia sia Regno Unito. Il risultato pratico è quindi chiaro: un Blue Badge britannico regolare e in corso di validità deve essere riconosciuto anche in Italia.

Blue Badge in Italia: cosa ricordare prima di parcheggiare

Per chi arriva dal Regno Unito utilizzando il contrassegno britannico, le indicazioni principali possono essere riassunte così:

  • il Blue Badge è riconosciuto in Italia
  • deve essere valido e conforme al modello britannico
  • deve essere esposto chiaramente nella parte anteriore del veicolo
  • consente di utilizzare gli stalli riservati alle persone con disabilità secondo le regole italiane
  • permette di beneficiare delle agevolazioni previste per la sosta a pagamento
  • per le ZTL è consigliabile verificare sempre preventivamente le procedure previste dal singolo Comune

Il chiarimento è particolarmente importante per un Paese a forte vocazione turistica come l’Italia: stabilire regole uniformi per il riconoscimento dei contrassegni stranieri significa rendere più semplice la mobilità delle persone con disabilità ed evitare contestazioni dovute non all’assenza di un diritto, ma alla mancata conoscenza delle regole applicabili.

FAQ sul Blue Badge britannico in Italia

Il Blue Badge del Regno Unito è valido in Italia?

Sì. La circolare congiunta del 28 settembre 2026 chiarisce che il Blue Badge rilasciato dalle autorità del Regno Unito deve essere riconosciuto in Italia se è valido e conforme al modello previsto.

Con il Blue Badge si possono usare i parcheggi riservati ai disabili?

Sì. Ai titolari del Blue Badge britannico sono riconosciuti gli stessi diritti di parcheggio previsti per i titolari del contrassegno italiano, compreso l’utilizzo degli stalli riservati nel rispetto della segnaletica.

Con il Blue Badge si può entrare nelle ZTL?

Il Blue Badge dà diritto alle agevolazioni di circolazione previste per il CUDE, ma le modalità operative di accesso alle ZTL dipendono dai singoli Comuni. Con una targa straniera è quindi consigliabile verificare preventivamente se sia necessaria una registrazione.

 

Ilaria è autrice per Parcheggi.it, scrive di sosta, parcheggi e mobilità con una lunga esperienza nella scrittura SEO di settore