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26.03.2009 | Parcheggi.it

ANCHE I PARCOMETRI PIANGONO

Ci sarebbe da augurarsi che fosse un pesce d’aprile, e invece è, con ogni evidenza, un tangibile segno della crisi economica che sta attraversando il nostro Paese.

Da Torino arriva infatti la notizia di una diminuzione negli incassi della sosta a pagamento; il che, in pratica, significherebbe che la gente, per far fronte al caro–benzina e al caro–parcheggi, comincia a boicottare auto (e parcometri) per spostarsi in città, privilegiando a questo scopo i mezzi pubblici.

Il confronto fra i dati riferiti al mese di gennaio del 2008 e del 2009 parla chiaro: gli incassi provenienti dalla sosta a pagamento dello scorso anno, pari a 2 milioni e 420mila euro hanno subito un calo del 20%. Un crollo che ha dell’incredibile, e che – come ha evidenziato Giancarlo Guiati, presidente di GTT (Gruppo Torinese Trasporti), è incominciato già sei mesi fa. Più lieve la flessione registrata nei parcheggi sotterranei: da 560.000 euro gli introiti sono passati a 515.000.

Per fare fronte a questo fenomeno, la giunta comunale ha già iniziato a considerare possibili soluzioni per venire incontro ai cittadini in difficoltà ed evitare che la situazione precipiti. Si è dunque ipotizzato di ritoccare al ribasso di 50 centesimi la tariffa oraria, o di lasciare invariato il costo assicurando però la possibilità di una sosta più lunga.
L’assessore al turismo Alessandro Altamura ha proposto di effettuare questi ritocchi sia in centro, dove la sosta è più cara, sia in zone già penalizzate dalla presenza di cantieri, e ha dichiarato di volersi confrontare a breve a questo riguardo con gli assessori alla mobilità e il responsabile del bilancio.

La prima, Maria Grazia Sestero, per il momento accoglie cautamente questa ipotesi, evidenziando – e giustamente – come di fatto l’incremento dell’uso dei mezzi pubblici da parte dei torinesi non sia certo negativo, giovando, piuttosto, a qualità dell’aria e vivibilità del centro. Entusiasti della proposta, invece, i negozianti, preoccupati per le ripercussioni del fenomeno “parcheggi languenti” sulle loro attività.

Si pone infine nel mezzo la posizione di Gianguido Passoni, assessore al bilancio, che approva l’idea di Altamura in riferimento alle aree prossime ai cantieri, ma concorda con Sestero circa i vantaggi di un centro città meno inquinato e più a misura d’uomo.

Come non essere d’accordo? Una politica comunale e un comportamento consapevole e intelligente da parte dei cittadini sono indubbiamente quelli che prevedono un largo uso dei mezzi pubblici in centro e, casomai, un potenziamento della sosta a pagamento nelle aree più esterne. A questo punto si potrebbe dunque dire che in fondo la crisi abbia il potere di ricondurre la gente a costumi virtuosi.

Getta tuttavia un’ombra su questa speranza la maliziosa affermazione di Pessoni, che, notando come i parcheggi continuino ad essere stipati di auto, ha azzardato un’ipotesi piuttosto funesta: e se i torinesi continuassero a parcheggiare ma… a scrocco?