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18.09.2011 | Parcheggi.it

ZTL, NONSENSE E FURBERIE: PICCOLA GUIDA ALL’ITALIANA

Chi ha detto che sono sempre e solo gli utenti quelli che abusano di spazi e infrangono le regole di buon senso?
Certo, è vero: c’è chi, come a Sanremo, approfitta degli scarsi controlli e parcheggia selvaggiamente in zone con ingresso ZTL oppure occupa spazi pubblici e li adibisce a parcheggi privati (“d’altra parte” – pensa il furbino di turno – “di solito arrivo prima io, quindi il posto è mio!”); C’è anche chi, come a Roma, zona Colosseo, per aggirare lo ZTL, fa il restyling alla targa e la “ritocca” a modino rendendola sempre funzionale ai propri scopi: ecco che uno zero diventa un otto, et voilà! Il gioco è fatto, si può parcheggiare in santa pace. Abusivamente.

Vero è anche, però, che in certi casi è proprio chi fa le regole che “costringe” il cittadino a fregare il prossimo, e questo succede – come si è detto, quando è il buon senso a mancare.
Un esempio lampante ci viene proprio dalla capitale, con la quale noi di parcheggi.it abbiamo preso contatti per approfondire le modalità di accesso dedicate ai non residenti diretti in parcheggi privati a uso pubblico, siti nelle zone ZTL, per brevi periodi (da 1 a 7 gg.).

La nostra richiesta di maggiori informazioni, non presenti sul sito del Comune, è stata inoltrata per questioni di chiarezza relative a tutti gli accessi per motivi di lavoro o turismo, esattamente come succede nelle altre città italiane, per esempio Milano e Firenze (dove basta comunicare alla Municipale i dati del veicolo per ottenere un permesso regolare).

Ebbene, la risposta del direttore del Dipartimento Mobilità e Trasporti, Giovanni Serra, è stata lapidaria quanto del tutto insoddisfacente:
il rilascio di permessi per raggiungere parcheggi siti all’interno della ZTL, cosiddetti ‘permessi di transito’ è consentito solamente a coloro che hanno un’attività lavorativa all’interno della ZTL stessa”.

Quindi, per poter accedere ad autorimesse e parcheggi in modo regolare, non c’è alcuna via d’uscita, a meno che siate di Roma o non dimostriate di lavorare all’interno di una zona ZTL.
Che cosa resta da fare, quindi, al visitatore che ha necessità di circolare per la capitale nel rispetto delle regole, senza rischiare una multa salata? Pare proprio che la risposta sia “nulla”.

Il che è veramente nonsense e va contro quel principio di libera e regolare circolazione che difendiamo sulle pagine di questo sito, e soprattutto cerchiamo di applicare, diffondere e garantire nel nostro lavoro.
Quando è possibile svolgerlo, evidentemente.


E.M.