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05.05.2005 | Parcheggi.it

I VIGILI DI TOR BELLA MONACA MULTATI DAI COLLEGHI LONDINESI

Forse erano andati in trasferta a studiare gli efficienti metodi dei colleghi inglesi…
Fatto sta che in questi giorni, al servizio autoparco del Comune di Roma, è arrivata una contravvenzione per sosta irregolare.
L’autovettura incriminata risulta intestata ai Vigili Urbani di Tor Bella Monaca ed il luogo del delitto Queen Gardens a Londra.

Insomma i vigili d’oltre Manica, lo scorso 11 febbraio, hanno multato i colleghi capitolini perché la loro Fiat Punto sostava su una zona destinata ai residenti, senza esporre un permesso valido.
All’ombra del Big Ben non si scherza mica, la contravvenzione infatti è piuttosto salata: 191,35 Euro.

Naturalmente al comando della polizia municipale di Tor Bella Monaca la prendono a ridere, si tratta sicuro di un errore dicono.
Potrebbe esserci stata un’imprecisione nella trascrizione della targa.
Spiegazione molto probabile, che però presto, proprio in Inghilterra, non sarà affatto credibile.

Qui la tecnologia diventa sempre più efficiente e spietata nel colpire gli automobilisti indisciplinati.
Recentemente infatti, al Parkex 2005 di Birmingham (la fiera del settore dei parcheggi e della viabilità), è stato presentato “ParkingEye”.
Un congegno capace di registrare l’arrivo di un’autovettura al parcheggio e, soprattutto, di avvisare gli ausiliari della sosta se il conducente non ha pagato o ha lasciato scadere il ticket.
Esiste poi una versione ancora più efficiente di questa spia tecnologica, che registra il numero di targa ed amministra da sola la multa.
Infine, sempre alla fiera di Birmingham, di scena anche un piccolo computer che aiuterà gli ausiliari nel loro lavoro: il congegno permette infatti di scattare una fotografia del veicolo in contravvenzione da attaccare sulla multa.
Sbagliare nel trascrivere il numero di targa diventerà quindi impossibile, per lo meno a Londra.

Dopo questo excursus sull’efficienza britannica, bisogna sottolineare però che una cosa ci accomuna al popolo inglese: l’antipatia diffusa per gli ausiliari della sosta.
Tant’è vero che l’Associazione britannica dei parcheggi sta organizzando un corso che insegnerà agli aspiranti ausiliari come riconoscere i segnali di rabbia o aggressività degli automobilisti per agire di conseguenza, a seconda dei rischi.
A volte anche il “self control” inglese fa cilecca.