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24.05.2005 | Parcheggi.it

PESCARA. RICORSI CONTRO LA MACCHINETTA IN DIVISA

Piccola vendetta degli uomini, rigorosamente al volante, contro la tecnologia intransigente.
Motivo del contendere era stato nell’ultimo periodo il dispositivo Provida 2000, utilizzato dal Comune di Pescara per cogliere sul fatto gli automobilisti in divieto di sosta.

Nei giorni scorsi la stessa Civica Amministrazione ha fatto una decisa marcia indietro, decidendo di non avvalersi più di questa telecamera mobile e di annullare le multe prodotte sino ad oggi grazie all’occhio del Grande Fratello Provida.

Prossimamente quindi gli uffici di giudici di pace, prefetto e degli stessi vigili urbani saranno sommersi da una marea di ricorsi, complici anche le numerose associazioni in difesa dei consumatori, scese in campo in occasione di questa vicenda.

Prima fra tutte l’Adoc di Pescara, che ribadisce in maniera chiara e precisa i motivi per i quali l’uso di Provida 2000 è da ritenersi illegale nel caso dei divieti di sosta.
Il dispositivo infatti è in pratica un autovelox, indirizzato a sanzionare le velocità eccessive, i sorpassi vietati e i passaggi con il semaforo rosso.
E non quindi i divieti di sosta, anche perché, come sottolineano dall’Adoc, come può una macchina distinguere la sosta dalla fermata, ad esempio nel caso che l’automobilista non si senta bene e sia costretto a fermare l’autovettura?
Infine, chiedono dall’Adoc, il Comune ha effettuato le costose revisioni annuali necessarie per mantenere l’efficienza di Provida.

Domanda lecita, ancor più dopo la sentenza della Cassazione che indica nell’immediata contestazione un elemento importantissimo per la validità della contravvenzione.

A. Tordo