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19.10.2005 | Parcheggi.it

LA SOSTA DELLE AUTO NEGLI OSPEDALI? SI PUO’ FARLA FUNZIONARE

Milleseicento posti auto da gestire con efficienza, ma anche con un’attenzione costante alle esigenze di ogni singolo utente.
Succede all’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure ed è un bell’esempio per tante altre aziende ospedaliere italiane.

Per appurarlo basta trascorrere qualche minuto nei locali adibiti al controllo accessi veicolare della società che gestisce il parcheggio: monitor sempre accesi su tutti i punti di entrata / uscita dalla struttura e collegamento in viva voce con l’utente che chiede un aiuto.
“Anche il più semplice – sottolinea il personale in servizio -  ad esempio, per le persone più anziane, come inserire il ticket nella macchinetta di controllo pagamento prima di uscire dal parcheggio”.

Al nosocomio di Pietra Ligure la sosta viene gestita dalla SCT (Sistema Controllo Traffico), che nel Dicembre 2003 ha vinto il bando indetto dall’azienda ospedaliera Santa Corona.
“Quello che si chiedeva – racconta Paolo Zanatta, titolare della SCT – era una gestione integrata di tutta l’area che circonda l’Ospedale; quindi gestione della viabilità, della sicurezza, della sosta e del personale addetto a regolamentarla”.
E mentre racconta, Paolo Zanatta, ti porta orgogliosamente a fare un giro per “il suo progetto in parte divenuto già realtà”, senza perdere di vista per un momento i dettagli ancora da mettere a posto. Quasi come fosse casa sua, con la stessa passione.
“Quello che stiamo cercando di promuovere qui a Pietra Ligure – commenta ancora Zanatta – è un modo nuovo di gestire il parcheggio: la sosta si paga sì, ma in cambio si garantiscono la sicurezza e la percorribilità per un utilizzo ottimale dell’area”.

Un criterio semplice da teorizzare, ma all’atto pratico spesso disatteso. Non qui dove abbiamo constatato che corsie di transito e stalli sosta hanno dimensioni volutamente “comode” a conferma di un’attenzione nei confronti degli utenti. Tutto in ordine insomma, è questa la regola al parcheggio del Santa Corona.
Qui, ogni giorno, transitano malati, ambulanze, parenti in visita, personale sanitario e volontari. Tutti loro hanno spesso fretta, vogliono parcheggiare l’auto velocemente e senza ulteriori preoccupazioni.
“Per le ambulanze e le emergenze in entrata – spiegano dalla SCT – è stata creata una pista ad hoc, contraddistinta dal colore giallo sull’asfalto. Nel momento in cui la sbarra di accesso di questa corsia si alza, la viabilità attigua al transito verso l’ospedale viene momentaneamente sospesa da un semaforo. Questo per dare precedenza assoluta ai mezzi di soccorso in modo da raggiungere più velocemente il pronto soccorso”.

 


Esistono poi una pista per l’entrata dei mezzi pesanti ed una per l’uscita delle ambulanze e dei mezzi pesanti; ed ancora ci sono altre due piste in entrata e due in uscita. Tutte (entrate, uscite ed anche casse di pagamento) sono video – sorvegliate da telecamere fisse, in comunicazione diretta con l’ufficio di controllo del parcheggio.
Pannelli informativi a led luminosi danno utili indicazioni agli utenti. I messaggi possono essere variati di continuo con precedenza a quelli per eventuali emergenze.

“Il progetto, che ha comportato un investimento complessivo intorno al milione di Euro, - precisa al momento Paolo Zanatta – non è ancora terminato completamente. All’entrata verrà realizzato un portale mobile con grafiche colorate per rendere più facile agli utenti la comprensione delle diverse corsie preferenziali.
Inoltre, è in fase di realizzazione un chiosco Info Point (dotato di rampa d’accesso per disabili con dimensioni e pendenze “possibili”), dove verranno dislocati l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Santa Corona e l’Ufficio Informazioni del parcheggio.
Anche la viabilità verrà in parte rivoluzionata con l’inserimento di nuove rotonde per favorire lo scorrimento del traffico. Sempre nel progetto è la realizzazione di una zona di “parcheggio nel parcheggio” vicino al reparto di malattie infettive, accessibile solo al personale del reparto
”.

Ha le idee chiare Zanatta. E vuole che le abbiano anche gli utenti. Ecco perché nel suo “cassetto” c’è anche la realizzazione di uno studio di immagine coordinata completo di totem informativi, cartelli indicanti la dislocazione dei parcheggi, dépliant divulgativi sulle regole e le tariffe del parcheggio e sulle notizie utili in merito all’Ospedale Santa Corona.

Veniamo ora alle tariffe: i primi trenta minuti sono gratuiti, si applica poi la tariffa di ottanta centesimi di Euro all’ora dalle 7 alle 21; dalle 21 alle 7 un Euro forfettario per tutta la notte.

I picchi di utenza vengono raggiunti dal lunedì al venerdì, durante l’orario di apertura degli ambulatori (codice bianco). Da sottolineare che coloro che si recano al Pronto Soccorso per una vera emergenza (codice rosso, giallo e verde) non pagano il parcheggio, così come i disabili.


“Il parcheggio – precisa il personale in servizio – naturalmente non è frequentato solo dai pazienti e dai loro parenti. Ci sono tutta una serie di categorie alle quali diamo modo di possedere delle tessere di accesso ad hoc”.
Questo vale per i dipendenti, millequattrocento in tutto, per i quali sono stati emessi badge personalizzati; ed ancora per i volontari che hanno un badge di accesso valido per il turno di servizio; infine per gli studenti della scuola infermieri che possiedono uno speciale abbonamento. “Il fatto di personalizzare gli accessi – commenta Paolo Zanatta – ci dà modo anche di applicare una politica diciamo “soft” nei confronti di coloro che parcheggiano fuori dagli spazi consentiti. Infatti, se tramite la targa riusciamo a risalire ad un nostro abbonato, evitiamo la rimozione dell’auto e ci limitiamo ad un richiamo personale ”.

Dopo aver letto e scritto molto sulla mala gestione dei parcheggi a servizio degli ospedali, dove spesso non si trova posto, i dipendenti trovano il loro posto occupato abusivamente, ecc, ecc.. fa piacere trovare una struttura efficiente come quella del Santa Corona.

E poi perché, essendo situata non molto distante dal confine con la Francia, per una volta dà ai cugini d’oltralpe un’immagine positiva di noi italiani.
E anche questo conta.

A. Tordo