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23.10.2005 | Parcheggi.it

L’AUTO DEL FUTURO SI PARCHEGGERÀ DA SOLA

Un auto che ci chiama per nome, parcheggia da sola, accelera e frena autonomamente, controlla l’usura delle parti meccaniche e dialoga con le altre macchine “intelligenti”. Fantascienza o prossimo futuro?
Con gli ultimi sviluppi tecnologici, in parte tutto questo è già realtà.
Ed entro il 2010, la macchina intelligente sarà alla portata di tutti.

Come potrebbe essere un viaggio in auto fra pochi anni? Proviamo a descriverlo.
La macchina è parcheggiata. Con l’apertura a distanza la portiera, scorrevole, si apre da sola, e volante, pedali e sedile si posizionano secondo il nostro stile di guida.
Le luci del cruscotto sono regolabili cromaticamente a nostro piacere, il GPS di ultima generazione imposta immediatamente il percorso sulle nostre semplici indicazioni. Il computer di bordo, che controlla l’usura dei pneumatici, la condizione della strada e del traffico, i livelli dei liquidi, la scadenza della nostra assicurazione, è anche in grado di dialogare con le vetture equipaggiate con le stesse tecnologie, garantendo la massima sicurezza in ogni situazione.

Non servirà nemmeno accelerare o frenare: anche a questo penserà la macchina intelligente, come per parcheggiare. Basterà procedere lentamente lungo il bordo della strada mentre i sensori analizzano gli spazi disponibili alla ricerca di uno abbastanza grande per noi.
Quando lo trovano, si affianchiamo alla vettura e lasciamo il volante. Pigiamo un tasto e la macchina si parcheggia da sola.
Fino a due o tre anni fa avremmo dovuto regolare freno e acceleratore. Ora che le leggi hanno sollevato i costruttori dalla responsabilità civile nel caso il sistema «sbagli mira», il parcheggio è automatico.

Cosa resta da fare al guidatore? Cercare di non addormentarsi alla guida e stare attento agli uomini in divisa. Perché se le macchine si spingono sempre più verso le tecnologie più avanzate, molte volte gli “umani provvisti di paletta” si dimostrano poco elastici e comprensivi.

L’ultimo caso è stato segnalato a Catania. Ecco i fatti.
In un quartiere viveva un magistrato sotto scorta. Nelle vicinanze c'era il divieto di sosta con rimozione ed erano stai spostati i cassonetti della nettezza urbana per motivi di sicurezza. Ma dopo due mesi che il magistrato ha traslocato le misure di previdenza no: non solo sono rimasti i cartelli e mancano ancora i comodi cassonetti (competenza comune di Catania), ma ancora arrivano i Vigili Urbani armati di multe e carri nuovissimi e fanno il pieno di contravvenzioni più relative spese di rimozione e parcheggio forzato.

Chi ci rimette? I residenti della zona, che consapevoli della realtà dei fatti, avrebbero necessità di usufruire dei parcheggi rubati e della presenza dei cassonetti della nettezza urbana.

A. Ricci