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12.10.2008 | Parcheggi.it

PARCHEGGI ROSA CRESCONO.

Sul nostro sito ci siamo occupati dei parcheggi rosa (parcheggi di cortesia, delimitati appunto da strisce rosa e segnalati di solito da un cartello con una cicogna, a volte gratuiti, riservati alle mamme in attesa ed a quelle con bambini) già nel 2005.

In quell’anno questi parcheggi erano presenti soprattutto in cittadine e paesi, mentre le metropoli latitavano; questo in tutta Italia, senza particolari distinzioni tra Nord e Sud (i parcheggi rosa erano una realtà ben collaudata a Roma, Aosta, Jesolo, Cantù, Rovigo, Parma, Trani e Barletta). La stessa sensibilità per le problematiche e le esigenze delle donne, quindi, accomunava per una volta la parte settentrionale a quella meridionale del Paese.

Fortunatamente, si rilevava anche un certo rispetto dei bisogni e delle richieste delle donne al volante, per cui tali spazi erano solitamente veramente disponibili per le mamme.

Ricordiamo che si tratta di una norma di pura cortesia, che non comporta un obbligo specifico, ma fa appello ad una consuetudine dell’antico galateo, la cavalleria. Questo perché il codice della strada non prevede questo tipo di “riserva” dei parcheggi, come invece accade (giustamente) per le righe gialle riservate ai disabili.

In tre anni qualcosa è cambiato?

Decisamente sì.

Ci sono state alcune iniziative atte a favorire la creazione di parcheggi rosa che sono così diventati realtà.

Una di queste iniziative è venuta da Fiat Idea e Quimamme.it che hanno promosso, soprattutto in questo ultimo anno, la diffusione delle strisce rosa, particolarmente vicino agli ospedali pediatrici, ai consultori, agli asili e alle scuole materne. Ma non solo, anche nei piazzali di centri commerciali e supermercati. Si rileva quindi la presenza dei parcheggi dedicati in molte città italiane, anche se purtroppo continuano ad essere poche quelle di grandi dimensioni dotate di un numero congruo di “parcheggi mamme e bebè”.

Per un elenco abbastanza dettagliato rimandiamo al sito (legato a Quimamme) www.striscerosa.it. Qui si potrà notare come ci sia sempre una certa omogeneità fra le varie parti d’Italia e come la diffusione degli stalli rosa sia legata soprattutto a servizi essenziali quali Ospedali, Scuole ed Ambulatori.

Meno servite le Stazioni Ferroviarie e le aree di shopping, con l’esclusione dei centri commerciali e di molte catene di spicco (ad es. Coop, Conad, Ikea, Auchan): queste ultime hanno in tante se non in tutte le loro sedi posti riservati alle famiglie con bambini o alle mamme in attesa (succede ad esempio a Savona, Imperia, Spezia, Corsico, Modena, in provincia di Savona e di Livorno, a Sassari). Si tratta di un servizio lodevole che, ovviamente, è volto ad incentivare le vendite.

Sarebbe bello invece che fossero le amministrazioni ad attivarsi per rendere maggiormente vivibili le città alle mamme ed ai bimbi, non per fini commerciali ma solamente per senso di civiltà.

Molte città, grandi e piccole, si stanno, per fortuna, attrezzando in merito; ecco alcune delle più recenti proposte: a Reggio Emilia, nelle nuove disposizioni sulla sosta all’interno ed all’esterno del centro storico (a Reggio si sta effettuando una vera e propria rivoluzione del traffico) è prevista la localizzazione di parcheggi rosa in prossimità delle uscite dei principali parcheggi, tra cui gli scambiatori e quelli della Zucchi e dell’ospedale Santa Maria Nuova.

Anche Catanzaro è pronta ad adeguarsi e provvedere a parcheggi rosa per le donne in gravidanze e le neomamme con pargoli al seguito. La proposta prevede che tutte le donne residenti nel Comune di Catanzaro, in stato di gravidanza e con prole neo natale (0-12 mesi), con disponibilità di autoveicolo proprio o concesso in uso, possano ottenere un Contrassegno identificativo temporaneo (CIT) che consenta loro di poter parcheggiare laddove saranno presenti le strisce di colore rosa, che identificano un posto loro riservato. Dato importante: al contrario di quello che accade quasi dovunque, questi parcheggi NON saranno soggetti alla tariffazione in vigore per le strisce blu. Il rispetto di questi posti riservati sarà completamente affidato al senso civico ed alla solidarietà dei cittadini catanzaresi verso le donne in gravidanza, così come accade nel resto d’Italia.
Il progetto nella città di Catanzaro prevede la realizzazione in via sperimentale di due posti macchina di fronte l’ospedale Pugliese – Ciaccio; se la fase sperimentale avrà esito positivo, si valuterà la possibilità di estendere i parcheggi rosa nei pressi dei consultori familiari e di altre strutture ospedaliere.

E’ di questi giorni l’istituzione a Pineto (TE) dei parcheggi rosa che qui verranno segnalati con una tabella che raffigura una mamma con il pancione. Sono stati individuati a ridosso di luoghi sensibili, come istituti di credito, supermercati, sede comunale. Questi spazi potranno essere usufruiti dalle mamme sino al compimento di un anno del bambino.

A Messina invece parcheggi “Rosa” per donne in gravidanza e con bambini in tenera età, con tanto di cicogna riprodotta sui cartelli, per rendere meno impossibile la circolazione in auto delle donne in gravidanza e delle neo mamme vengono proposti dal capogruppo in consiglio comunale di “Rialzati Messina” Salvatore Ticonosco e dal vicepresidente del consiglio Pippo Trischitta, i quali chiedono all’amministrazione di fare istituire nelle zone importanti della città questi stalli di sosta.
Questi dovrebbero trovarsi in centro città ed in prossimità di strutture pubbliche, A.S.L, Municipio, uffici Postali, Consultori, Farmacie e Ambulatori e rappresenterebbero sia un atto di civiltà e gentilezza verso le donne in attesa che un gesto di benvenuto verso i nuovi arrivati e futuri cittadini.

A Foggia, dove il tasso di natalità secondo i dati ISTAT è piuttosto alto (28° posto in Italia, prima città tra quelle pugliesi), viene presa in considerazione l’idea dei parcheggi rosa proprio per agevolare tutte le donne che non lasciano vuote le culle.

Infine a Caserta sono stati finalmente istituiti i parcheggi rosa, che però vengono purtroppo molto spesso ignorati, non rappresentando, per i consueti motivi legali, un obbligo bensì solo un “consiglio”.

A Lanciano invece la delibera di giugno per i posti riservati a donne incinte e giovani mamme non ha ancora avuto seguito, anche e soprattutto perché alcuni dei posti indicati (presso uffici comunali, strutture sanitarie, poste e mercato coperto) sono attualmente in gestione a società private e delimitati da strisce blu. Resterebbe inoltre da definire anche la questione relativa ai fondi per l’allestimento della segnaletica.

Rispetto a tre anni fa possiamo quindi dire che molto è stato fatto e che i parcheggi rosa non sono più casi rari in Italia.
Purtroppo molto resta ancora da fare, soprattutto per quel che riguarda il senso civico dei cittadini automobilisti… con l’aumentare dei posti che si consiglia di riservare alle mamme, è aumentato anche l’uso da parte di chi mamma non è; dobbiamo tristemente constatare come spesso i posti rosa vengano occupati proprio da donne non incinte e senza bimbi piccoli al seguito, sottolineando quindi la totale mancanza di solidarietà all’interno del gentil sesso.
Certo, se ci fossero minori problemi di parcheggio, con più aree disponibili per tutti, la situazione migliorerebbe e, chissà, si alzerebbe anche il tasso di natalità.

Una proposta: perché non introdurre le strisce rosa nel Codice della Strada, come già accade per quelle per i disabili, i residenti ed i merci? In fondo, i piccolini di oggi saranno i cittadini (e gli automobilisti) di domani.