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09.03.2016 | Parcheggi.it

PARCOMETRI A RISCHIO CON LE CARTE DI PAGAMENTO ELETTRONICHE

Un provvedimento entrato in vigore il 30 giugno 2014 aveva introdotto due novità importanti in materia di e-payment: da una parte il POS obbligatorio per imprese e lavoratori autonomi, dall'altra la possibilità di utilizzare ovunque la moneta elettronica con importi superiori ai 30 euro. Con la nuova legge di stabilità (28/12/2015 n.208) il governo ha deciso di annullare quest'ultimo limite, aprendo la strada alle transazioni elettroniche anche per i micropagamenti (il caffè, il giornale, il parcheggio). Ma soprattutto - ed è ciò che interessa il nostro settore - la legge impone alle amministrazioni e ai gestori di adeguare entro il 1° luglio 2016 tutte le strutture utilizzate per la gestione della sosta tariffata con l'introduzione del pagamento tramite carta di credito. Ora, questo può rappresentare un grosso problema per gli attori in gioco.

Purtroppo in Italia la maggior parte dei parcometri è di vecchia concezione e la presenza del POS è piuttosto scarsa. Non solo, i vecchi parcometri non possono essere aggiornati, e di alcuni non esiste neanche più l'azienda che li produceva, di conseguenza serve reperire nuovi fornitori e installare nuove strutture. In funzione di questo, il 1° luglio rappresenta una data proibitiva, e certamente l'associazione Aipark si farà carico di chiedere spiegazioni (e una proroga) al Ministero. Il provvedimento infatti investe, oltre alle amministrazioni comunali, anche i gestori pubblici (municipalizzate e aziende di trasporto) e i gestori privati: queste imprese hanno bisogno di tempo per programmare e organizzarsi, e potrebbero avere difficoltà nel reperire sul mercato la quantità sufficiente di lettori bancari in tempi così ristretti. Senza dimenticare, ovviamente, la questione economica, soprattutto per le aziende in condizioni finanziarie non propriamente "floride".

Vi è poi un altro problema. Le amministrazioni che non si adegueranno alla normativa non potranno erogare alcuna infrazione nelle aree soggette a sosta tariffata. La conseguenza è di facile intuizione: in mancanza di lettori per l'utilizzo del bancomat, l'automobilista si riterrebbe autorizzato a parcheggiare gratuitamente e senza il rischio di incorrere in multe. Per le aziende il danno economico è assicurato.

Quello che ci chiediamo è: ne sentivamo davvero il bisogno di un provvedimento del genere? Nel pagare 1 euro per un parcheggio la logica suggerirebbe di mettere le mani in tasca e usare gli spiccioli, metodo di gran lunga più comodo e più usato attualmente. Per fare un esempio, le app per smartphone che permettono di pagare la sosta sono senz'altro un sistema innovativo (seppur con limiti evidenti, come abbiamo spiegato qui), ma rappresentano ancora una piccolissima percentuale rispetto al totale dei pagamenti. Non è certo nostra intenzione demonizzare né le carte di credito né le app, ma riteniamo che le priorità per migliorare il sistema della sosta siano altre.

La vera sfida è ottimizzare la mobilità urbana attraverso una politica della sosta davvero efficiente ed integrata, mettendo i gestori nelle giuste condizioni per lavorare e offrire al cliente un servizio ottimale. Purtroppo le istituzioni si dimostrano poco sensibili alle suddette questioni (prediligendo banche, tasse, burocrazia, ecc).