Sarà  anche vero che le sentenze della Cassazione non costituiscono un fondamento normativo, ma un’autorevole interpretazione di una norma già  esistente. Sarà  quindi vero che il fatto che una sentenza che riguarda un fatto accaduto in un Comune non possa inficiare, in alcun modo, l’autonomia decisionale di altre città .


Ma è anche vero, verissimo, che l’insieme delle sentenze emanate costruisce quella dottrina giurisprudenziale che inevitabilmente finisce con l’influire su successivi pronunciamenti, creando precedenti pesanti. Ecco la ragione per cui la sentenza numero 21271, emessa dalla Seconda Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione lo scorso 5 ottobre, è destinata a far discutere, e molto, creando comprensibili risentimenti tra le fila dei cittadini disabili, troppo spesso penalizzati nella ricerca di un parcheggio.

I lettori più assidui di Parcheggi.it ricorderanno di certo che il tema parcheggi e disabilità  ci sta particolarmente a cuore, tanto da indurci, nel luglio del 2007, ad avviare una campagna di sensibilizzazione legata alla tutela del posto auto riservato ai disabili. Una campagna molto semplice ma, crediamo, incisiva, realizzata in collaborazione con il cartoonist Enzo Marciante e indirizzata a coloro che, troppo spesso, occupano indebitamente le strisce arancioni dedicate alle persone portatrici di handicap. Ecco il motivo per cui, oggi, riteniamo doveroso occuparci di questa sentenza, che, in sintesi, nega la gratuità  della sosta sulle strisce blu ai disabili nel momento in cui essi trovino gli spazi a loro riservati già  occupati.


Un cittadino palermitano disabile è infatti stato multato per aver occupato, senza pagarlo, uno stallo delimitato da strisce blu, vista l’indisponibilità  di parcheggi riservati. Ha coì fatto ricorso, ma la Seconda Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione lo ha respinto, affermando che la gratuità  della sosta ‘non è prevista da alcuna norma’ e che comunque tale gratuità  si limita a garantire un vantaggio economico, ma non per questo favorisce una più agevole mobilità  del cittadino disabile.


Sofisma? Verità ? Sicuramente, da un punto di vista prettamente formale, il ragionamento potrebbe anche non fare una grinza. Ma in certi casi, forse, più che alla fredda ragione sarebbe più corretto appellarsi al buon senso. E considerare che molto spesso una persona disabile è costretta a vivere con pensioni talmente magre da risentire più di un cittadino normalmente stipendiato di una contravvenzione. E che, dal momento che le strisce blu sono create soprattutto per scoraggiare l’utilizzo delle auto, una persona non disabile puಠsempre aggirare l’ostacolo servendosi agilmente dei mezzi pubblici oppure andando a piedi o in bicicletta, mentre un portatore di handicap molto spesso si trova costretto a utilizzare le quattro ruote.

Le reazioni, dunque, non hanno tardato ad arrivare, e alcuni Comuni, come quello di Parma o di Ancona, non hanno tardato a prendere ufficialmente le distanze dalla sentenza, ribadendo che seguiteranno a garantire ai disabili la possibilità  di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu. Non resta che augurarsi che il loro esempio sia seguito da altre città . E che la legge, anzichè dare peso a simili sentenze, s’inasprisca verso chi occupa abusivamente le strisce dedicate ai portatori di handicap; o verso chi circola con contrassegni disabili regalati o tollerati con eccessiva leggerezza.


Riconosciamo, infatti, che uno dei motivi che forse inducono le amministrazioni a stringere le maglie della legge nei confronti delle persone disabili potrebbe essere rappresentato da persone che ‘marciano’ su falsi contrassegni, quando non su contrassegni di amici e parenti. Ma allora, forse, sarebbe più opportuno effettuare verifiche più severe e rigorose, tanto più oggi che ci si potrebbe avvalere, a questo scopo, delle più sofisticate tecnologie.
Ci troviamo invece di fronte alla situazione paradossale di Comuni che si fregiano di portare avanti iniziative ‘ peraltro lodevoli ‘ come quelle legate ai parcheggi rosa riservati alle donne incinte e alle neomamme, di cui più volte abbiamo parlato sul nostro sito; iniziative non legate ad alcun tipo di legge o normativa, ma fondate unicamente sulla cortesia e il senso civico dei cittadini. Ma che poi si trovano a non avere adeguati strumenti per tutelare in maniera efficace i diritti dei cittadini penalizzati da disabilità .

Per il momento, dunque, augurandoci che questo delicato problema trovi una soluzione definitiva e univoca, noi di Parcheggi.it traiamo spunto da questa vicenda per invitare tutti i Comuni, Parma e Ancona per primi, che hanno deciso di conservare la gratuità  dei parcheggi blu per i cittadini diversamente abili a scriverci. Li segnaleremo, uno per uno, augurandoci di offrire un utile servizio agli automobilisti disabili. Quelli veri!