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21.10.2019 | Parcheggi.it

MOBILITÀ: SE NON È SMART, NON È SOSTENIBILE

Invocare l’avvento e la diffusione delle auto elettriche per una mobilità finalmente sostenibile? Non basta. Sostenibilità non è solo emettere meno CO2, particolato, ossidi d’azoto e rumore. Sostenibilità è ridurre l’impatto della mobilità sull’ambiente e sulla quotidianità dei cittadini.

In parte è questione di efficienza: non si tratta solo di fare le stesse cose con minore impatto, ma anche di trovare un modo più intelligente per perseguire gli stessi obiettivi. Se per andare da un punto A ad un punto B una persona è costretta ad utilizzare un solo mezzo di trasporto, probabilmente il viaggio non sarà efficiente da un punto di vista ambientale, e nemmeno da quello umano. Allora è necessario organizzare dei sistemi che offrano alle persone lo spostamento da A e B come un servizio, effettuato con un misto di mezzi diversi, privati, in sharing e collettivi, molti dei quali - ma non per forza -  saranno ad emissioni ridotte. Si chiama MaaS, Mobility as a Service, e costituisce uno dei temi principali di Future Mobility Expoforum.

Organizzato da GL Events e Clickutility Team l’evento, in programma il 18 e 19 novembre a Torino Lingotto, si articolerà in un programma di conferenze, di cui tre, nazionali, che saranno dedicate a Urban Air Mobility, guida autonoma e micromobilità. È inoltre prevista un’area incontro dedicata all’interazione con aziende, enti di ricerca e istituzioni.

Anche Parcheggi.it sarà presente, nella persona di Piero Violante, responsabile sviluppo del sito, che interverrà come moderatore nel corso di una delle molte conferenze previste, dal titolo Smart Parking, a ribadire ancora una volta quanto la gestione intelligente del parcheggio rappresenti una delle principali chiavi per una mobilità sostenibile.

Se infatti per fare la spesa, fare il pieno, lavare l’auto, cambiare le gomme, prenotare una visita, una persona deve andare in cinque posti diversi dovrà compiere cinque tragitti diversi, con dispendio di energia, occupazione di spazio in strada e in sosta; e, dal punto di vista della sostenibilità “umana”, impiegare cinque “spazi” del suo tempo. Se invece riuscisse a ridurre a una o due le destinazioni, non solo risparmierebbe dei tragitti ma libererebbe il suo tempo. Per questo oggi si cerca di valorizzare la sosta per offrire più di un servizio. Il parcheggio di un supermercato, per esempio, si può attrezzare per ricaricare le batterie dell’auto, per lavarla e per il cambio gomme. Ritorna a imporsi dunque prepotentemente il concetto di parcheggio come “hub” di servizi, che riduca il numero di tragitti e i tempi di spostamento per gli automobilisti.

Da non trascurare è infine il tema degli approvvigionamenti che giungono dall’esterno del territorio urbano: la diffusione dell’e-commerce e il ritorno dei negozi urbani ha provocato un incremento fortissimo del traffico merci in città. Utilizzare furgoni elettrici va benissimo, ma l’utilizzo di un furgone per consegnare pochi pacchi alla volta, provoca un impatto sullo spazio urbano e sull’ambiente umano poco sostenibile. Avere un approccio smart significa trovare un modo di ottimizzare i carichi, affinché i furgoni possano diminuire. Questo vuol dire collaborazione intelligente tra trasportatori e committenti, e utilizzo di innovazioni tecnologiche, due pilastri delle soluzioni attuali di City Logistics di cui parla la sessione apposita in Future Mobility Expoforum.