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02.03.2011 | Parcheggi.it

RIVOLUZIONE INFOMOBILITA’: MADE IN USA O…MADE IN ITALY?

Giovedì 24 febbraio l’autorevole quotidiano La Repubblica dedica un’intera pagina, con tanto di richiamo in prima, a una straordinaria innovazione partorita da quei geniacci degli americani. L’inviato da New York ci racconta infatti di un’applicazione chiamata Parker, che, appoggiandosi a sensori collocati sui parcheggi su strada (quelli delimitati da strisce, per intendersi), è in grado di far sapere agli automobilisti in cerca di parcheggio dove trovare un posto libero, semplicemente individuandolo sul proprio smartphone.
Ideatore dell’applicazione, Mr Zia Jusuf, titolare della società Streetline, che l’Ibm ha eletto “impresa dell’anno per l’innovazione”, e che adesso gongola perché, da New York, a Los Angeles, a Hollywood, le grandi città degli States si stanno interessando alla sua idea, che, riporta l’articolo “sta rivoluzionando il modo di parcheggiare” al pari di quanto fece, nel 1935, l’introduzione del parchimetro.
Il pezzo di Repubblica si sofferma su altre novità in fatto di prenotazione e pagamento del parcheggio via cellulare. Citando, per esempio, la possibilità di fare a meno del parchimetro pagando il parcheggio tramite telefonino – previo l’acquisto di una tessera prepagata. E ponendo giustamente l’accento sull’interesse da parte delle case automobilistiche nel rendere il parcheggio sempre più facile e accessibile…altrimenti chi mai più utilizzerebbe l’auto? Non a caso, dunque, la BMW ha investito ben 100 milioni di dollari in una società, iVentures, che sta sviluppando una rete informatica che spedisce direttamente in auto le informazioni raccolte sul traffico, a partire proprio dalla situazione dei parcheggi…

Gli argomenti affrontati sono di sicuro intesse. Colpisce, tuttavia, il fatto che si parli di questo tipo d’innovazioni tecnologiche come se provenissero direttamente dall’astronave di Star Trek…quando in Italia è già da tempo che si stanno facendo passi da gigante in questo ambito. Basti ricordare il progetto VoloPark, messo a punto dall’azienda ligure VoloCardmultiservice, nell’ottica di combattere chi abusa dei posti auto destinati agli automobilisti disabili. Un contesto particolare, certo, ma ugualmente dimostrativo di come le tecnologie più all’avanguardia in fatto di parcheggio siano oggetto di seria ricerca anche nel BelPaese, anche se spesso non sufficientemente valorizzate a livello di comunicazione e mediatico.



Noi di Parcheggi.it, da sempre, teniamo molto a dare eco a simili realtà, e proprio per questo abbiamo voluto raccogliere il parere di Franco Oliveri, presidente di Volocard Multiservice, riguardo al prodotto Parker, chiedendogli nello specifico se ci sono analogie con il prodotto dell’azienda ligure.
“Non conosco direttamente il prodotto Parker, - risponde Oliveri - ma da quanto si desume dall’articolo apparso su Repubblica si possono intuire forti analogie, almeno per quanto riguarda un aspetto meramente tecnico, nonché differenze con il sistema “Volopark”messo a punto da VoloCardmultiservice S.p.A. Parker si caratterizza, sostanzialmente - prosegue - per un’applicazione per Iphone in grado di portare sul portatile della Apple le informazioni assunte da GoogleMaps sulle aree di parcheggio dotate di sensori. Volopark, che si avvale di un software proprietario, consente ai gestori della sosta di rendere fruibili i dati sull’occupazione degli stalli attraverso i propri siti internet, consultabili anche dai cellulari più moderni. Si tratta di un sistema pensato prevalentemente per i gestori della sosta, ma che può anche essere usato dagli automobilisti.
Tra le specificità di Volopark –aggiunge poi Oliveri - vi è senza dubbio la caratteristica di poter utilizzare, grazie a Parkeon, i parcometri nelle vicinanze della aree di sosta dotate di sensori come apparati che ricevono i dati dai sensori e li inviano al sistema di controllo. Ciò permette, per esempio, di risparmiare sull’installazione di trasmettitori specifici su strada e di ottimizzare anche l’uso dell’energia elettrica. Inoltre il sistema Volopark consente anche, attraverso specifici “reader” in dotazione agli automobilisti, di controllare la sosta in aree dedicate a particolari tipologie di utenze (portatori di handicap, residenti, veicoli merci, aree private o quant’altro)”.
Dove troverà applicazione, nei prossimi mesi, questo innovativo prodotto?
“Il sistema messo a punto da VoloCardmultiservice sarà sperimentato a breve nel Comune di Sestri Levante, su iniziativa della Provincia di Genova, per monitorare alcuni posteggi riservati ai portatori di handicap. – risponde Oliveri - Nel centro storico di Bologna è in corso una sperimentazione dedicata sia all’occupazione degli stalli che al controllo degli abusi nei parcheggi riservati al Car Sharing. Volopark si è poi aggiudicata una gara bandita dalla Provincia di Livorno per il controllo della sosta riservata ai portatori di handicap. Stiamo già lavorando all’installazione del sistema. Queste prime esperienze saranno particolarmente utili per evidenziare la funzionalità, l’economicità ed il gradimento del sistema, nonché i suoi ulteriori possibili utilizzi nel campo dell’infomobility”.

A queste considerazioni e a queste notizie, indicative di un certo fermento nell’ambito della ricerca centrata su tecnologie all’avanguardia applicate al parcheggio, va tuttavia aggiunta una constatazione. Interrogando importanti gestori di sosta italiani con cui Parcheggi.it è in costante contatto, emerge, in generale, una positiva considerazione dei sistemi di controllo della sosta tramite sensori annegati nell’asfalto. Nel contempo, tuttavia, essi vengono ritenuti un costo aggiuntivo per aree che, di per sé, sono comunque redditizie. Tali opinioni evidenziano una netta differenza di mentalità fra italiani e stranieri. Questi ultimi, infatti, si dimostrano più aperti e lungimiranti, attenti alle problematiche legate all’ambiente e orientati ad assicurare a chi vive in città vantaggi ad ampio spettro: meno inquinamento per chi vaga in cerca di un posto auto; programmazione di accessi in centri cittadini in funzione di parametri gestiti in tempo reale. Eccetera, eccetera. E d’altronde, come non pensare alla grande fortuna dei parcheggi sotterranei in struttura fuori dei nostri confini, quando qui stentano a decollare e comunque si scontrano con dubbi, diffidenze e comitati cittadini pronti a schierarsi contro la costruzione di questo tipo di parcheggi, senza riconoscere che non sono “antiecologici”, ma anzi, sono quanto di più rispettoso per l’ambiente si possa pensare?
Insomma, come diceva in età rinascimentale lo storico Francesco Guicciardini, purtroppo in Italia si tende ancora molto a guardare al proprio “particolare” e ad anteporre il soldo a ogni cosa: perché investire in qualcosa che è già di per sé stesso redditizio? Convinzioni assai ardue da scardinare, anche perché tenacemente sedimentate nella mente di chi decide ormai da secoli. Chissà, forse i soli a poterci riuscire potrebbero essere proprio gli automobilisti, uniti in fronte compatto.