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09.02.2012 | Parcheggi.it

IL PARCHEGGIO DEL VICINO È SEMPRE PIÚ MOLESTO

I distratti e – diciamocelo – i cafoni sono avvisati. Da ora in avanti abbandonare negligentemente la propria auto nei viali interni del condominio in cui si abita, o “dimenticarsela”, sia pure per pochi istanti, davanti al garage del vicino di casa, potrebbe costare molto, ma molto caro. Parcheggiare irregolarmente la propria vettura in modo da impedire ai condomini di transitare agevolmente sulle aree interne per raggiungere la strada integra infatti gli estremi del delitto di violenza privata citati nell’articolo 610 del Codice penale, punibile perfino con la reclusione. Così ha decretato la corte suprema in una sentenza dello scorso 12 gennaio; puntualizzando, ovviamente, che il reato sussiste a maggior ragione nel momento in cui l’Anacleto Mitraglia di turno (ricordate? Era il temibile vicino di Paperino) rifiuta di spostarla.



La sentenza, emessa il 12 gennaio scorso, colpisce non solo per la gravità delle conseguenze che da questo momento potrà avere quella che i più potrebbero considerare “solo” una leggerezza. Ma anche perché tocca un nervo molto scoperto. Sembra infatti che il tema del parcheggio di auto, cicli e motocicli nelle aree condominiali sia puntualmente uno dei più caldi fra quelli discussi nel corso delle assemblee. Nei complessi abitativi più grandi, fra l’altro, appare anche molto difficile avere il pieno controllo della situazione, sia da parte dei condomini, sia da parte dell’amministrazione. Diventa così faticoso individuare non solo chi si abbandona a un momento di distrazione, ma anche chi agisce in maniera del tutto riprovevole. Come evitare che il legittimo uso degli spazi condominiali diventi prevaricazione? Oltre che con un buon regolamento interno di tipo contrattuale, perfezionato in assemblea alla luce delle esigenze dei diversi condomini, è essenziale che in situazioni più gravi l’amministratore intervenga tempestivamente.



Importante tutelarsi non solo dalle “serpi in seno”, ossia dai condomini che si comportano in modo scorretto, ma anche da loro eventuali parenti e amici che vengono autorizzati a comportamenti poco leciti dal maleducato di turmo (sembra di sentirli: “Non preoccuparti, lascia pure l’auto nel cortile…davanti al box di Tizio o Caio …davanti ai bidoni della spazzatura…”). Anche in questo caso l’amministratore può prendere le giuste contromisure; mentre in caso d’ingombro di passi carrai, la “patata bollente” passa dritta dritta nelle mani dell’amministrazione pubblica.